Cosmotechnics – concetto mutuato dal filosofo Yuk Hui – dà il titolo a una mostra che ripercorre l’evoluzione del linguaggio astratto di Ding Yi. Le opere trasformano l’Area Scarpa in una foresta contemplativa in cui le immagini funzionano come un codice planetario e la loro disposizione crea un percorso sinuoso che richiama i tradizionali giardini cinesi. In dialogo con Scarpa, Ding Yi traccia una logica costruttiva in cui pittura, scultura e architettura convergono formando una grammatica di soglie in sintonia con Venezia.