Un pavimento ricoperto da un campo di terracotta frantumata da cui emergono vasi intatti come fiori. Gli oggetti provengono dal Ghana settentrionale: le loro forme sono state trasposte in vetro di Murano trasparente e impalpabile, in contrasto con l’argilla densa e opaca. I due materiali coesistono, crescendo dallo stesso terreno.
Mahama costruisce l’installazione come un giardino che evoca qualcosa che non si sostiene da solo e che necessita quindi di cura, come le due antiche tradizioni a rischio di estinzione che incarna: la lavorazione della terracotta ghanese e la produzione del vetro di Murano.