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Foreigners Everywhere

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Il latte dei sogni

21 giugno 2025

22 giugno 2024

17 giugno 2023

18 giugno 2022
Con una pratica che unisce animazione 3D, neuroscienze, spiritualità, motion capture, musica pop, gaming culture e intelligenza artificiale, Lu Yang (Shanghai, 1984) è considerato una delle figure più radicali e innovative della scena contemporanea internazionale. Fondation Louis Vuitton non poteva perdere l’occasione di Biennale Arte 2026 per invitare proprio Lu Yang a realizzare un progetto site-specific nel suo Espace in Calle del Ridotto a San Marco.
L’artista ha preso alla lettera l’invito, concependo un’opera immersiva, un santuario cibernetico che ruota attorno a DOKU The Illusion, un film realizzato appositamente per la mostra. Il nome “DOKU” deriva dall’espressione giapponese dokushō dokushi, “si nasce soli, si muore soli”, e riassume perfettamente il nucleo emotivo dell’opera. Attraverso un avatar virtuale, costruito attraverso la scansione digitale del suo volto e del suo corpo, l’artista esplora la reincarnazione digitale e l’identità al di là del corpo fisico, attingendo alla filosofia buddhista e interrogandosi sul significato stesso dell’esistenza. Il suo immaginario è molto legato alla sua biografia: cresciuto in una famiglia buddhista e affascinato fin da giovane tanto dalla religione quanto dalla cultura otaku giapponese, ha fuso in un melting-pot originale, internet, anime, musica elettronica e videogiochi, e architettato un linguaggio filosofico prima ancora che estetico.