Figura centrale dell’avanguardia coreana, Shim Moon Seup dalla fine degli anni ‘60 ha ridefinito il linguaggio scultoreo sviluppando il concetto radicale di “anti-scultura” in dialogo con Mono-ha, Arte Povera e Land Art. Concependo l’opera come esito di dinamiche naturali, il suo lavoro si è orientato progressivamente verso una visione ecocentrica, in cui materia, luce ed energia diventano elementi attivi del processo creativo. La mostra monografica ripercorre oltre cinquant’anni di ricerca artistica in ventotto opere tra dipinti, sculture e installazioni.