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Prometto di sposarti ogni giorno

A Venezia si rinnova la millenaria tradizione della Sensa
di Redazione VeNews
Festa della Sensa Ascensione Venezia

A Venezia la Festa della Sensa vanta una tradizione molto antica, che risale all’anno 999, quando le navi veneziane capeggiate dal doge Pietro Orseolo II conquistarono la Dalmazia, liberando l’Adriatico dai pirati e sancendo di fatto il dominio di Venezia su questo mare.

Domenica 29 maggio ricorre la festa religiosa dell’Ascensione, che commemora l’ascesa al cielo di Cristo, 40 giorni dopo la sua resurrezione in occasione della Pasqua. A Venezia la Festa della Sensa vanta una tradizione molto antica, che risale all’anno 999, quando le navi veneziane capeggiate dal doge Pietro Orseolo II conquistarono la Dalmazia, liberando l’Adriatico dai pirati e sancendo di fatto il dominio di Venezia su questo mare.

La storia della Sensa vide da subito come protagonisti il Doge e il Patriarca, che dovevano recarsi ogni anno il giorno dell’Ascensione fuori del porto del Lido per benedire il mare. Qualche anno dopo, esattamente nel 1177, il Papa Alessandro III donò al Doge Sebastiano Zani un anello d’oro per l’aiuto ricevuto nella riconciliazione con l’Imperatore Federico Barbarossa, riconoscendo alla Serenissima la sovranità sul mare e, da quel momento in poi, cominciò la secolare tradizione dello Sposalizio del Mare, la mistica unione di Venezia con il Mare.

Il Doge saliva sul Bucintoro, la sua nave di rappresentanza con tutto il suo seguito, il clero, gli ambasciatori presenti, i Capi del Consiglio dei Dieci e altre autorità. Seguito da un folto corteo di barche tutte parate a festa, il Bucintoro salpava verso il porto del Lido. Giunti davanti al Forte di Sant’Andrea il Patriarca versava dell’acqua benedetta, mentre il Doge lasciava cadere in acqua l’anello d’oro pronunciando queste parole: «Desponsamus te, mare. In signum veri perpetuique dominii» (Ti sposiamo, mare. In segno di vero e perpetuo dominio). La festa era grandiosa con spettacoli, saltimbanchi, cantastorie in tutte le calli di Venezia. In Piazza San Marco si svolgeva un grande mercato all’interno di botteghe di legno montate per l’occasione intorno alla piazza. L’ultimo Sposalizio del Mare della Repubblica di Venezia avvenne nel 1796 con il Doge Ludovico Manin.

Oltre al corteo rievocativo in Bacino, da non perdere, se ci si trova in piazza San Marco sul fare di mezzogiorno, l’uscita dalla Torre dell’orologio delle statue lignee dei Magi, che due volte l’anno, in occasione dell’Epifania e dell’Ascensione, si fanno ammirare, compiendo un giro completo, da una porta di marmo all’altra. Queste statue furono realizzate nel 1499, lo stesso anno in cui fu collocato l’orologio, lo scopo era quello di creare una processione in movimento che apparisse ogni giorno allo scoccare delle ore. La complessità del meccanismo e l’usura del tempo portarono nel 1755 alla realizzazione di nuove statue, le stesse che si possono ammirare al giorno d’oggi.

Legato alla Festa della Sensa c’è anche un proverbio che vede questo giorno come arbitro del meteo delle settimane future: «Se piove el giorno dea Sensa, par quaranta giorni no semo sensa». Il numero quaranta ricorre ancora una volta!