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Momenti di non trascurabile felicità

Metti una sera a cena nella laguna di Venezia, via dalla pazza folla...
di Fabio Marzari

Le isole della laguna offrono posti in cui eccellenze della ristorazione si aprono al visitatore curioso, per momenti irripetibili all’insegna della bellezza.

Questa estate rovente sembra non dare tregua e contribuisce a far crescere il desiderio di trascorrere del tempo fuori casa, unendo la piacevolezza di una cena con qualche barlume di frescura in posti gradevoli. Sembra pleonastico, ma è la verità, che nelle isole della laguna si possono trovare delle sacche di refrigerio consolatorio, in cui il buon cibo e qualche brezza ristoratrice possono placare per qualche ora gli affanni di un clima fuori controllo, senza necessariamente ricorrere all’uso energivoro di condizionatori.

Il primo indirizzo è molto vicino alla città, anzi è in città, a una fermata di vaporetto dalle Zattere e anche nel solatio mezzogiorno è posto all’ombra; l’effetto combinato del fluire dell’acqua nel canale della Giudecca con il soffio di un venticello amico rende qui sempre un sogno il tempo di un lunch privo di afa soffocante. Parliamo naturalmente di Harry’s Dolci alla Giudecca, una garanzia di qualità senza tema di smentita. Qualunque sarà la scelta dal ricco menù, dal Bellini al dolce, risulterà vincente; l’unico guaio sarà poi ad un certo punto doversi alzare da tavola per tornare alla sudata, purtroppo non solo metaforicamente, esistenza! Arrivando al Lido, un luogo affascinante, unico e sorprendente è il Fly Restaurant, all’Aeroporto Nicelli, un tuffo glorioso in un’epoca lontana in cui i viaggi erano quasi eroici e in cui la banalità del conformismo turistico era del tutto sconosciuta. Poter assaggiare un menù di pesce freschissimo accompagnato da verdure a km0 in un ambiente perfettamente conservato, con arredi e decori degli anni ‘30 del Novecento, come quando i fortunati viaggiatori si cimentavano col nuovo mezzo di trasporto aereo che accorciava le distanze e avvicinava città e culture differenti, tra mistero e romanticismo, è un’esperienza assai raccomandabile, anche eventualmente scegliendo di cenare all’aperto nelle fresche terrazze che si affaccino verso la pista d’erba. Cucina di tradizione, resa in modo ottimale, senza effetto nostalgia, solo piacevole stupore per gli occhi e per il palato. Un’altra isola, la Certosa, per uno dei luoghi che nel volgere di tre stagioni è divenuto il locale più glamour, innovativo, irrinunciabile dell’estate in città: l’Hostaria in Certosa di Alajmo. Un locale distensivo, accogliente, in qualsiasi ora del giorno, dal caffè del mattino al pranzo, dall’aperitivo al tramonto con la vasta selezione di cocktail fino alla cena, informale e allo stesso tempo curatissima, seguiti dallo sguardo attento di Michele Pozzani, manager dell’Hostaria, con la cucina coordinata da Silvio Giavedoni, che Massimiliano Alajmo sintetizza così: «facile, immediata, comprensibile per rassicurare tutti i palati e raccontare attraverso la semplicità la bellezza del nostro territorio». Momenti intensi di non trascurabile felicità in uno spazio ideale per catturare il vento e godere della perfezione dell’informalità targata Alajmo.

Dulcis in fundo il locale che tra tutti sintetizza al meglio il concetto di eleganza senza tempo, in un’isola che è essa stessa iconica tra i suoi silenzi e i suoi ritmi naturali: La Locanda Cipriani a Torcello. La Locanda è la dimostrazione tangibile di quanto sosteneva Michelangelo circa la bellezza, che va svelata un po’ per volta. Dalla porta d’ingresso, sotto un piccolo pergolato, si apre un mondo d’incanto in cui anche la semplicità di un fiore sembra elaborata applicando l’algoritmo dell’armonia, invece è la casualità del bello qui a non temere confronti. La cucina è tradizionale, perfetta nelle sue definizioni di gusto, senza eccessi roboanti, coerente con il contesto che racchiude questo spazio, in cui ogni ritorno è una promessa per una visita successiva.

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