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Un anno nuovo

Alla Fenice arrivano Bizet, Verdi, Rossini e Puccini.
di Fabio Marzari

Daniel Harding dirige l’Orchestra della Fenice nell’happening di Capodanno per eccellenza.

Quattro date per il concerto di Capodanno 2023 alla Fenice: giovedì 29, venerdì 30, sabato 31 dicembre e domenica 1 gennaio con la consueta diretta televisiva su Rai1 a partire dalle ore 11.15. Il Concerto è divenuto nel corso degli anni un appuntamento sempre più atteso dal pubblico televisivo e teatrale, la prima esecuzione si tenne nel 2004 e fu diretta da Lorin Maazel, l’edizione di quest’anno vede Daniel Harding sul podio a dirigere l’Orchestra della Fenice, mentre il Coro del Teatro è diretto da Alfonso Caiani, con la partecipazione del soprano Federica Lombardi e del tenore Freddie De Tommaso. Daniel Harding, inglese, nato a Oxford, enfant prodige della musica classica, ha iniziato appena diciannovenne una carriera sfolgorante sotto l’ala di Simon Rattle e poi di Claudio Abbado ed è oggi considerato uno dei massimi direttori viventi. Quello di Harding rappresenta un felice ritorno dopo le diverse apparizioni degli ultimi anni: nel 2010-2011, nel 2014-2015 e in quella, in piena pandemia, del 2020-2021, che si svolse senza pubblico in sala ed esclusivamente per la diretta televisiva di Rai 1.

Come da tradizione, il programma musicale è diviso in due parti: una prima esclusivamente orchestrale e una seconda dedicata al melodramma con una carrellata di arie, duetti e passi corali. Di seguito il programma di sala: Felix Mendelssohn Bartholdy, Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90; Wolfgang Amadeus Mozart, Le nozze di Figaro ouverture; Pëtr Il’ič Čajkovskij, La bella addormentata Panorama; Vincenzo Bellini, Norma «Casta diva»; Georges Bizet, Carmen «La fleur que tu m’avais jetée»; Wolfgang Amadeus Mozart, La clemenza di Tito «Che del ciel che degli dei»; Pietro Mascagni, Cavalleria rusticana Intermezzo; Giacomo Puccini, La bohème «Quando m’en vo’», Turandot «Nessun dorma»; Gioachino Rossini, Guglielmo Tell Allegro vivace dall’ouverture; Giuseppe Verdi, Nabucco «Va, pensiero, sull’ali dorate»; Giacomo Puccini, Turandot «Padre augusto»; Giuseppe Verdi, La traviata «Libiam ne’ lieti calici». Un concerto che rappresenta un momento di speranza e di apertura verso un nuovo anno di successi, segnando con un classico repertorio da belcanto l’allegra atmosfera che accompagna i giorni di fine e inizio anno. Venezia ha osato rivaleggiare con Vienna, capitale indiscussa del concerto di inizio anno – il Concerto di Capodanno di Vienna, Das Neujahrskonzert der Wiener Philharmoniker è il tradizionale concerto della Filarmonica di Vienna che si tiene dal 1939 a Capodanno nella sala dorata del Musikverein di Vienna – non era scontato che la Fenice potesse affermarsi con successo nel corso degli anni, invece i dati di ascolto televisivo e di gradimento da parte del pubblico a teatro dimostrano un dato incontrovertibile. Venezia e la Fenice rappresentano sempre più un punto fermo nel panorama musicale internazionale e anche per le festività di fine anno dalle parti di San Fantin si odono echi di applausi convinti. Libare nei lieti calici (di Murano, of course) è il viatico migliore per affidare alla sorte benevola i destini di anni sempre meno certi. Il richiamo della musica che insegue un ponte ideale tra Venezia e Vienna vorremmo potesse espandersi fino alla martoriata Ucraina, con un reale canto di libertà.