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La prestigiosa Targa del Presidente della Repubblica al concorso pianistico della Fondazione Amici della Fenice anticipa la nuova edizione in programma dal 6 all’11 ottobre al Teatro La Fenice, con 42 candidati e il terzo premio intitolato a Mario Messini.
Viene annunciata da una buona notizia la nuova edizione del Premio Venezia, il concorso pianistico promosso dalla Fondazione Amici della Fenice e dedicato ai giovani talenti italiani: il conferimento della Targa del Presidente della Repubblica. Un riconoscimento attribuito a iniziative e manifestazioni di particolare rilievo culturale, che nel caso del Premio Venezia assume un significato speciale: celebra una storia lunga 42 anni e l’impegno della Fondazione a favore delle nuove generazioni di pianisti italiani.
«Il significato di questo riconoscimento è particolarmente importante per la Fondazione – sottolinea Maria Camilla Bianchini d’Alberigo, presidente della Fondazione Amici della Fenice – perché il Premio nasce 42 anni fa con una specifica attenzione ai giovani diplomati con il massimo dei voti dei Conservatori italiani e con l’intenzione di offrire loro la possibilità di mettersi alla prova e di affrontare il pubblico. La sintonia fra la nostra idea di aiutare i giovani pianisti a realizzarsi e l’incoraggiamento che il Presidente rivolge a chi opera per loro rende ancora più preziosa questa Targa: sottolinea il valore del nostro Concorso e, nello stesso tempo, ci stimola a proseguire». Un impegno che trova oggi un ulteriore sviluppo nel VeneziaPianoFestival, che mette in dialogo vincitori e finalisti del Premio Venezia con quelli del Concorso pianistico internazionale Ferruccio Busoni. La 42ª edizione presenta una curiosa coincidenza: saranno infatti 42 i candidati, esattamente come nella passata edizione, vinta nel 2025 da Daniele Martinelli. Il concorso si apre martedì 6 ottobre nelle Sale Apollinee della Fenice, dove fino a giovedì 8 si svolgeranno le selezioni, a porte chiuse. Venerdì 9 sarà quindi la volta del concerto dei concorrenti, mentre sabato 10 ottobre, nella Sala Grande, si esibiranno i cinque semifinalisti. Domenica 11 ottobre la finale porterà sul palcoscenico i tre concorrenti rimasti in gara, seguita dalla premiazione. A giudicare i pianisti sarà una giuria presieduta da Michele Dall’Ongaro e composta da Numa Bischof Ullmann, Roberto Calabretto, Federico Colli, Filippo Gamba e Carla Moreni. Una formazione che riunisce competenze diverse – dall’interpretazione pianistica alla musicologia, dalla critica musicale alla programmazione – secondo una tradizione consolidata del Premio.
Nato nel 1984 per iniziativa degli Amici della Fenice, il Premio Venezia è stato inizialmente rivolto ai giovani diplomati dei Conservatori veneti e dal 1991 ha assunto carattere nazionale. La formula è rimasta fedele all’idea originaria: offrire a musicisti appena usciti dagli studi un’occasione concreta per confrontarsi con una giuria qualificata e soprattutto con il pubblico, trasformando il concorso in un primo banco di prova professionale. Le selezioni conducono attraverso diverse fasi fino alla finale, nella quale i tre pianisti scelti si contendono i premi sul palcoscenico della Fenice. Il regolamento dell’edizione 2026 conferma questa struttura e dedica per la prima volta il terzo premio a Mario Messinis. L’albo d’oro del Premio racconta quanto questa scommessa abbia saputo produrre nel tempo. Fra i vincitori figurano pianisti come Maurizio Baglini, Andrea Bacchetti, Mariangela Vacatello, Beatrice Rana, Leonora Armellini e Alexander Gadjiev, interpreti che hanno costruito carriere di rilievo ben oltre i confini italiani. Il Premio Venezia si presenta dunque non soltanto come una competizione, ma come un osservatorio privilegiato sulla nuova generazione pianistica italiana.
La 42ª edizione introduce infine una novità dal forte valore simbolico: per la prima volta il terzo premio sarà intitolato a Mario Messinis, musicologo e storico critico musicale del Gazzettino, oltre che protagonista di primo piano della vita musicale italiana. Direttore artistico del Settore Musica della Biennale di Venezia e sovrintendente del Teatro La Fenice, Messinis ha ricoperto incarichi in importanti istituzioni musicali e ha seguito per decenni, con particolare attenzione alla musica del Novecento e contemporanea, le trasformazioni della scena musicale italiana. Scomparso nel 2020, è rimasto profondamente legato alla vita culturale veneziana. Intitolare a Messinis il terzo premio significa per la Fondazione Amici della Fenice dare un contributo concreto alla memoria di un grande amico della musica. E forse anche stabilire, attraverso il suo nome, un ideale passaggio di testimone fra chi per una vita ha raccontato e sostenuto la musica e i giovani interpreti chiamati oggi a costruirne il futuro.