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Giuria d’autore, omaggio a Tinto Brass e primi pronostici sui film. Venezia 83 inizia a prendere forma tra notizie ufficiali e rumors, mentre sale l’attesa per le scelte che il Lido svelerà a fine luglio.
A poco più di due mesi dalla Mostra del Cinema, Venezia 83 comincia a definire il proprio profilo. La guida della Giuria internazionale è affidata a Maggie Gyllenhaal, regista, attrice, sceneggiatrice e produttrice statunitense, tornata quest’anno dietro la macchina da presa con The Bride! dopo il debutto alla regia con La figlia oscura, premio per la sceneggiatura a Venezia e poi candidato a tre Oscar. Accanto a lei il direttore Alberto Barbera ha chiamato sei figure provenienti da ambiti e geografie diverse. Kaouther Ben Hania (La voce di Hind Rajab) è tra le registe più rilevanti del cinema tunisino e arabo, con opere che attraversano finzione, documentario e forme ibride, spesso legate a questioni politiche e sociali. Daniel Blumberg, compositore, musicista e artista britannico, ha firmato la colonna sonora di The Brutalist, premiata con Oscar e BAFTA. Francesco Casetti, teorico del cinema e docente a Yale, è una delle voci più autorevoli degli studi cinematografici internazionali. Il francese Xavier Giannoli (Illusioni perdute) è regista e sceneggiatore attento al racconto letterario e alla grande tradizione europea. Shahrbanoo Sadat, regista afghana oggi residente in Germania, ha portato sulla scena internazionale un cinema intimo e politico, attraversato da uno sguardo femminile sull’Afghanistan contemporaneo. Johnnie To, infine, è uno dei grandi maestri di Hong Kong. Nei suoi film noir, action e gangster movie trovano una forma rigorosa e riconoscibile, fondata su geometrie dello spazio, tensione morale e senso del destino.
Con la preapertura di martedì 1 settembre la Mostra renderà omaggio a Tinto Brass, presentando in prima mondiale la versione restaurata di Col cuore in gola, thriller pop del 1967 girato a Londra con Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin e la consulenza grafica di Guido Crepax. Una scelta che riporta al Lido un Brass meno ovvio, tra pop art, fumetto, giallo e libertà di montaggio. Sul programma resta il riserbo, ma il gioco dei pronostici è già iniziato. Le prime indiscrezioni parlano di The Social Reckoning di Aaron Sorkin, ideale prosecuzione di The Social Network, Bunker di Florian Zeller con Javier Bardem e Penélope Cruz, Here Comes the Flood di Fernando Meirelles con Denzel Washington e Robert Pattinson, Wild Horse Nine di Martin McDonagh, Cry to Heaven di Tom Ford e Bucking Fastard di Werner Herzog. Sul fronte italiano le aspettative si concentrano su Succederà questa notte di Nanni Moretti, con Louis Garrel e Jasmine Trinca, e su The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, da una sceneggiatura incompiuta di Bernardo Bertolucci. Probabili anche Gianni Amelio, Daniele Vicari e Mario Martone. Restano da prendere con cautela le presenze di Tom Cruise per Digger di Alejandro G. Iñárritu e di Brad Pitt per The Adventures of Cliff Booth, spin-off di C’era una volta a… Hollywood scritto da Tarantino e diretto da David Fincher, mentre le ipotesi circolano anche intorno a Denis Villeneuve, Ruben Östlund (e con lui sogniamo di vedere Keanu Reeves al Lido!), Mike Leigh e Paul Schrader. La nostra piccola scommessa è invece Klara e il Sole di Taika Waititi, tratto dall’omonimo romanzo del Nobel Kazuo Ishiguro, con Jenna Ortega e Amy Adams. Il quadro reale arriverà soltanto a fine luglio, ma l’impressione è già quella di una Mostra pronta a tenere insieme grandi autori, graditi ritorni, industria globale e, naturalmente, qualche imprevedibile sorpresa.