VENEZIA NEWS #309-310
VENEZIA NEWS #308
VENEZIA NEWS #306-307
VENEZIA NEWS #304-305
VENEZIA NEWS #303

Daily 2025

82. Venice Film Festival

Daily 2024

81. Venice Film Festival

Daily 2023

80. Venice Film Festival

Daily 2022

79. Venice Film Festival

TheBAG 2025

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

TheBAG 2024

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

TheBAG 2023

The Biennale Architecture Guide
The Laboratory of the Future

TheBAG 2022

The Biennale Arte Guide
Il latte dei sogni

Art Night Venezia

21 giugno 2025

Art Night Venezia

22 giugno 2024

Art Night Venezia

17 giugno 2023

Art Night Venezia

18 giugno 2022

A piedi nudi

Paulo Nazareth e l’equazione delle narrazioni invisibili
di Irene Machetti

share:

Dal 29 marzo il cammino di Paulo Nazareth arriva a Punta della Dogana, attraversando cartografie coloniali e razzismo sistemico.

Negli spazi al piano superiore di Punta della Dogana, Pinault Collection ospita l’artista brasiliano Paulo Nazareth con Algebra, a cura di Fernanda Brenner concepito come performance estesa e ambiente narrativo, anziché come tradizionale mostra. Al centro di questo progetto vi è l’idea di viaggio come forma di pensiero e di conoscenza incarnata. Da oltre quindici anni Nazareth percorre ininterrottamente continenti e spazi geoculturali, attraversando, spesso a piedi nudi, le Americhe, i Caraibi e l’Africa, in una pratica che unisce performance, resistenza corporea e memoria storica. Camminare scalzo diventa per l’artista un atto rituale di rispetto nei confronti degli antenati deportati nella tratta atlantica degli schiavi – ai quali venivano tolte le calzature come simbolo di sottomissione – e al contempo un gesto critico contro le tracce della cartografia coloniale e del razzismo sistemico che hanno segnato i paesaggi della modernità. Nel contesto di Algebra, il titolo stesso diventa un principio metodologico: richiamando l’etimologia araba al-jabr, ovvero “ricomporre ciò che è spezzato”, l’artista prefigura un percorso di riaggregazione di memorie, corpi e territori spezzati dalle storie della colonizzazione e della migrazione. Questa nozione fonde la dimensione matematica dell’algebra come disciplina di risoluzione delle incognite con la pratica artistica di Nazareth, che intende sciogliere nodi irrisolti e riassemblare narrazioni invisibili. Il percorso espositivo non segue un ordine cronologico o tematico lineare, bensì si dispiega attraverso stazioni evocative in cui il camminare si fa espressione documentaria e simbolica.

Installation view, “Paulo Nazareth. Algebra”, 2026, Punta della Dogana, Venezia. Ph. Jacopo Salvi © Palazzo Grassi, Pinault Collection

Una delle opere chiave, Notícias de América, riunisce materiali raccolti nel corso di un cammino epico di dieci mesi dal Brasile a New York – fotografie, appunti, oggetti consumati e le infradito indossate durante il tragitto – costituendo una sorta di “cronaca incarnata” della migrazione come esperienza fisica, linguistica e culturale. Una linea di sale, materiale e visiva, solca l’intero spazio espositivo e agisce come soglia tra visibile e sommerso. Osservata con attenzione, essa rivela progressivamente la geometria di un tumbeiro, il termine portoghese per le navi negriere che solcavano l’Atlantico durante la tratta degli schiavi africani. La presenza di questa forma archetipica, evocata da un elemento semplice come il sale – che conserva e corrode, guarisce e si accumula – sottende l’intero progetto concettuale, suggerendo un’architettura di sofferenza e di memoria che riaffiora dalle pieghe della storia. Algebra propone una riflessione profonda sulla violenza strutturale inscritta nei confini contemporanei, opponendo alla logica dell’estrazione e della misurazione coloniale una conoscenza radicata nella relazione, nell’esperienza incarnata e nella saggezza ancestrale. L’edificio di Punta della Dogana, sede storicamente deputata al controllo, al conteggio e alla tassazione delle merci, diventa così un luogo di indagine critica sui sistemi di registrazione e cancellazione della memoria ufficiale. In questo spazio di confine tra misurazione e sparizione, l’opera di Nazareth cerca di “risolvere” le equazioni che la documentazione ufficiale non ha saputo custodire, dando voce a ciò che persiste oltre i registri e le categorie formali.

Immagine in evidenza: Installation view, “Paulo Nazareth. Algebra”, 2026, Punta della Dogana, Venezia. Jacopo Salvi © Palazzo Grassi, Pinault Collection

share:

DON'T MISS

PAULO NAZARETH. ALGEBRA

29 Marzo 2026

-

22 Novembre 2026

PUNTA DELLA DOGANA

Al piano superiore di Punta della Dogana l’artista brasiliano Paulo Nazareth invita i visitatori a seguirlo nei suoi viaggi. Da oltre quindici anni percorre le Americhe e il continente africano,…
VENEZIA NEWS #309-310

VeNewsletter

Ogni settimana / Every week

il meglio della programmazione culturale di Venezia / the best of Venice's cultural life

VENEZIA NEWS #309-310

VeNewsletter

Ogni settimana

il meglio della programmazione culturale
di Venezia