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Il latte dei sogni
A Palazzo Mora e ai Giardini della Marinaressa emergono tre progetti che affrontano crisi globali con soluzioni di design spaziale che rigenerano territori, comunità e memorie, immaginando nuovi futuri abitabili.
All’interno della pluralità di voci presentate dall’European Cultural Centre con Time Space Existence – incentrata quest’anno sui temi Riparare, Rigenerare e Riutilizzare – emergono progetti che rispondono con lucidità alle istanze del presente. In particolare, tre interventi affrontano con forza le sfide poste da sfollamento, disuguaglianza e migrazione indotta dai conflitti: tre proposte sperimentali che sfidano i confini convenzionali e dimostrano il potenziale trasformativo del design spaziale in risposta alle crisi umanitarie.
Con Roots of Hope, Layers of Resilience, Islam El Mashtooly and Karim Moussa / Pragma ci parlano di Gaza come di un palinsesto vivente, una tela su cui, nel tempo, si sono scritti, cancellati e riscritti strati di narrazioni umane ed ecologiche. Pragma colloca Gaza in una visione di speranza, in un paesaggio rigenerativo che riconnette le persone alla terra e ripara l’ecologia attraverso mappature, biorisanamento e design sostenibile, immaginando un futuro in cui architettura, agricoltura e memoria si intrecciano in un nuovo equilibrio.

Lo studio statunitense Hyperlocal Workshop e l’egiziano Handover Projects propongono H_arbor, un sistema modulare per la ricostruzione in contesti di emergenza. Al centro, una struttura portante a forma di H, realizzata con materiali locali come terra o macerie, funge da base per unità abitative e spazi collettivi. I moduli possono essere montati singolarmente o in sequenza per dare vita a scuole, cucine, ambulatori. Pensato per essere montato rapidamente e replicato su larga scala, il progetto valorizza le risorse locali e il coinvolgimento diretto delle comunità.

Infine, The Portable Play è l’ultima iniziativa della Global Design Initiative for Refugee Children (GDIRC), gruppo di professionisti di Boston attivo dal 2016 nella progettazione di spazi gioco per bambini in situazioni di crisi. A Venezia GDIRC presenta due prototipi: The Cube Climber (Palazzo Mora) è una struttura modulare realizzata con materiali semplici e pannelli colorati traforati che creano giochi di luce e spazi per l’esplorazione; The Climbing Hive (Giardini della Marinaressa) è ispirato alle forme esagonali della natura, combinando aree dinamiche e zone protette per un’esperienza di gioco libera e adattabile. Ogni modulo diventa uno spazio di socialità e riparo, pensato per ambienti in costante trasformazione.