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Alla 20. Biennale Danza arriva Láhppon/Lost, creazione della coreografa e regista sami Elle Sofe Sara per il Norwegian National Ballet. Un’opera che porta in scena la memoria della rivolta di Kautokeino del 1852, tra danza, storia e identità indigena.
Nel 1852 gli abitanti sami di Kautokeino si ribellarono alle autorità norvegesi e alle politiche di assimilazione forzata che imponevano loro di rinunciare a lingua e tradizioni: una rivolta repressa nel sangue, rimasta per più di un secolo ai margini dei libri di storia. È da qui che parte Láhppon/Lost, firmato dalla coreografa e regista sami Elle Sofe Sara insieme all’islandese Hlín Hjálmarsdóttir, per il Norwegian National Ballet.

Sara è cresciuta e vive a Guovdageaidnu, nome sami della stessa Kautokeino: la rivolta non è per lei un episodio da manuale, quanto piuttosto una storia di famiglia e del villaggio. Co-fondatrice del collettivo d’arte indigena Daíddadállu, ha costruito una carriera che intreccia coreografia e cinema, spesso toccando temi forti che la cultura sami fatica ad affrontare apertamente, dal trauma al suicidio.
Quest’anno ha debuttato anche alla regia cinematografica con Árru, presentato alla Berlinale nella sezione Panorama: la storia di una comunità sami minacciata da un progetto minerario, raccontata senza concessioni al folklore.

In scena ci sono diciannove danzatori del corpo di ballo dell’Opera di Oslo, che lo scorso anno hanno debuttato con questo lavoro sul palcoscenico principale del teatro. È la prima volta che un’artista sami dirige una creazione per la compagnia, e il gesto pesa quanto il contenuto: restituire alla danza accademica un episodio che appartiene a una memoria collettiva rimasta a lungo silenziosa.
Le scenografie e i costumi sono del fashion designer Henrik Vibskov, che costruisce un paesaggio scenico futuristico ispirato alle tecniche costruttive sami; le luci sono di Øystein Heitmann. La musica, firmata da Valgeir Sigurðsson, include joik di nuova composizione – il canto tradizionale sami – insieme al coro Vokal Nord, per un racconto fisico fatto di paura, ingiustizia e speranza.
Elle Sofe Sara porta in Láhppon/Lost la stessa attenzione per i corpi come testimoni della storia che anima il suo lavoro come documentarista.
Il balletto classico, linguaggio per definizione europeo, si mette qui al servizio di una cultura che quella stessa Europa ha cercato di cancellare: l’attrito tra le due tradizioni resta visibile in ogni passo.