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Nonostante la diffusione ormai capillare del Carnevale in tutto il centro storico e fino alla terraferma e oltre, il cuore pulsante e centro gravitazionale permanente della Festa rimane, regina, Piazza San Marco.
Da secoli meta sognata e agognata dai migliaia di visitatori che affollano la città con meravigliose maschere e costumi tra i più estrosi, oggi impegnati a farsi immortalare dai turisti o a sfilare per il Concorso della Maschera più Bella, che accompagna l’intera durata del Carnevale. Il Palco di Piazza San Marco, struttura realizzata in legno, quest’anno decorata con motivi che rimandano al tema Olympus, accoglie alcuni degli eventi più celebrati e antichi della festa, in una città che sa vivere ancora nel presente il fascino del suo glorioso passato. Tra i momenti più attesi, sabato 7 febbraio, si rinnova la tradizione della Festa delle Marie, con il corteo acqueo delle dodici fanciulle che da Campo Santa Sofia percorre il Canal Grande fino ad approdare in Piazza, dove sfileranno in sontuosi costumi d’epoca e saranno presentate al pubblico. Sullo stesso palco, Martedì Grasso 17 febbraio (h.16), verrà proclamata la Maria vincitrice dell’edizione 2026.

Una tradizione recentemente rinnovata che affonda le sue radici in tempi antichi, mescolandosi con la leggenda. Si narra infatti che nel X secolo, il 31 gennaio, durante una cerimonia collettiva di nozze nella cattedrale di San Pietro in Castello, un gruppo di pirati istriani fece irruzione, rapendo le giovani spose con le loro doti. La reazione della città fu immediata: nel giro di poche ore, con l’aiuto dei Caorlotti, i Veneziani rintracciarono i predoni nei pressi dell’attuale Porto Santa Margherita e riuscirono a liberare le ragazze. In ricordo di tale impresa, il 2 febbraio, giorno della Purificazione di Maria, venne istituita la Festa delle Marie. Ogni anno dodici giovani, le più belle appartenenti ai ceti più poveri, sfilavano in città, ornate di gioielli e abiti preziosi, ricevendo da altrettante famiglie patrizie una dote per contrarre matrimonio.

Accanto alla Festa delle Marie, il Giovedì Grasso trasforma il palco di Piazza San Marco nella scenografica rievocazione del Taglio della Testa del Toro, affidata alla Compagnia L’Arte dei Mascareri con la collaborazione della Compagnia teatrale Pantakin. Lo storico rito del “sacrificio” dell’animale ricorda la vittoria del Doge Vitale Michiel II nel 1162 sul patriarca Ulrico di Aquileia e sui suoi dodici feudatari ribelli: in memoria del tentativo di insurrezione ogni anno i successori di Ulrico dovevano inviare in risarcimento al Doge un toro, dodici pani e dodici maiali. Il toro-patriarca e i dodici porci-feudatari vengono messi allo scherno della pubblica piazza con un rituale che culmina nello spettacolare taglio della testa del toro – nessun animale è assolutamente coinvolto nella spassosissima ricostruzione odierna!
Altro appuntamento irrinunciabile è il Carnevale delle Tradizioni (16 febbraio ore 15.30), a cura dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (Unpli), che porta ogni anno in Piazza San Marco la grande sfilata dei Carnevali d’Italia, grazie alla partecipazione di numerose delegazioni provenienti da varie regioni italiane, offrendo al pubblico un caleidoscopico viaggio tra diverse maschere e tradizioni, con musiche e danze dal nord al sud del Paese.