
82. Venice Film Festival

81. Venice Film Festival

80. Venice Film Festival

79. Venice Film Festival

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

The Biennale Architecture Guide
The Laboratory of the Future

The Biennale Arte Guide
Il latte dei sogni

21 giugno 2025

22 giugno 2024

17 giugno 2023

18 giugno 2022
Apprezzato. Criticato. Amato. Odiato. Un lungometraggio che rappresenta, senza mezzi termini, la realtà che viviamo tutti i giorni.
Divertente, ansiogeno, brutale, semplicemente stupendo e a mio parere, un capolavoro. Ma di cosa parla Eddington? Ci troviamo in una cittadina del New Mexico, Eddington per l’appunto. Lo sceriffo Joe Cross, interpretato da Joaquin Phoenix, dopo diverse vicissitudini, decide di candidarsi a sindaco della città. Questo porta a uno scontro con l’attuale sindaco Ted Garcìa, portato in scena da Pedro Pascal. Ambientato in un periodo storico molto particolare, ovvero il 2020, si parla di Covid, di George Floyd e delle conseguenti manifestazioni e di molti altri temi. Questo film ha un unico problema, ovvero che finisce. Vorresti che durasse per sempre, rivederlo di continuo. Non ha mai una caduta di tono, sempre altissimo, si passa da momenti dove si ride di gusto a, 15 secondi dopo, rimanere congelati e con una tensione palpabile. Una delle mie scene preferite, e qui faccio un piccolo spoiler, è quella in cui il nostro sceriffo va a casa del sindaco per dirgli di abbassare la musica. Era veramente tanto tempo che non rimanevo così tanto in tensione con una scena al cinema. Non dico altro, ma quando vedrete il film e arriverete a quella scena capirete le mie parole. Parlando, invece, da un punto di vista tecnico, il film non ha difetti, non riesco a trovare una singola cosa che non funzioni.
La regia di Aster è a un livello che solo i più grandi registi hanno raggiunto: se già dai suoi lavori precedenti si capiva che si stava parlando di un futuro genio del cinema, in questo film si supera, una perfezione e una scelta mai banale delle inquadrature che innalzano l’opera a uno dei più grandi film degli ultimi anni, che sicuramente verrà riscoperto col passare degli anni. Non so bene come, ma tutto è andato per il verso giusto, non c’è nulla che non funzioni alla perfezione. Un Joaquin Phoenix che dimostra ancora una volta di essere uno dei migliori attori della sua generazione; Pedro Pascal fa vedere tutta la sua bravura; Emma Stone, irriconoscibile, porta sullo schermo una delle sue migliori interpretazioni. Detto tutto ciò, purtroppo il film è stato un flop clamoroso. Con un budget di 25 milioni di dollari, anche se guardando il film sembra almeno 10 volte tanto, ne ha incassati circa 13 milioni e mezzo, in Italia ha incassato poco più di 250 mila euro. A quanto pare l’ho visto solo io, con i miei amici. La cosa, per me, ancora più incomprensibile è come il film, presentato al Festival di Cannes, sia stato accolto dalla critica internazionale, che l’ha massacrato con recensioni di critici autorevoli che non hanno apprezzato praticamente nulla. Non mi prendo il diritto di giudicare l’opinione altrui, ma mi trovo in totale disaccordo con queste recensioni e non capisco neanche tutto questo accanimento verso un film che, anche se può non piacere, porta in sala una storia con una tale forza espressiva e una tecnica inattaccabile che già solo per questo entra di forza come uno dei migliori film degli ultimi anni. Cos’altro dire di questa pellicola, se non solo di correre a vederlo, anche se ormai credo che non sia più in sala, perché è durato all’incirca due settimane e poi è stato rimosso dal palinsesto.
In conclusione, ci troviamo di fronte ad un film che riesce a rappresentare l’America per quello che è, che mostra la realtà dei nostri giorni con una schiettezza spiazzante. Una storia che racconta il potere, la violenza e come ogni persona cerca di trovare il suo posto nel mondo. Un film da vedere e rivedere in continuazione. Una conferma che Ari Aster è uno dei migliori registi al mondo.