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Il 23 aprile il Malibran ospita la regina del fado per la rassegna Jazz&, appuntamento tra i più attesi della primavera musicale italiana.
Ho sempre cercato di esplorare, all’interno e al di là della cultura portoghese, altri generi musicali, il che mi ha donato un’identità unica, alquanto difficile da definire
Dulce Pontes
«Dieci anni fa – racconta Dulce Pontes – mia figlia aveva sette anni e mio figlio quattordici. Sono loro la “misura” del mio tempo, attraverso cui il suo scorrere diventa più evidente, per loro e tramite loro, come mia priorità. Il mondo è cambiato così tanto in dieci anni, anche se nella mia essenza rimango la stessa persona; la vita è un viaggio. Lungo questo cammino avvengono molte trasformazioni: prospettiva, assimilazione, capacità di sublimare, adattamento, maturità. Ricordo la maestosità del Teatro La Fenice, un pubblico molto attento e coinvolto, e il terrore di attraversare le acque verso l’aeroporto su un taxi che sembrava volare sull’acqua». Il Teatro Malibran di Venezia accoglie il 23 aprile l’unica data italiana del “35 Anos Tour” di Dulce Pontes, a distanza di dieci anni dal memorabile concerto alla Fenice del dicembre 2016. Un appuntamento che sentiamo particolarmente significativo per la nostra rassegna Jazz&: celebrare trentacinque anni di carriera di un’artista che ha saputo rinnovare la tradizione, portando il fado oltre ogni confine geografico e culturale, non è cosa da poco. Compositrice e interprete di rara intensità, Dulce Pontes si è imposta all’attenzione internazionale nei primi anni Novanta, dopo la vittoria al Festival Nazionale portoghese e la partecipazione all’Eurovision. Ma è con Lágrimas e soprattutto con Canção do Mar che la sua voce diventa simbolo di una nuova stagione del fado, tanto da essere considerata l’erede della grande Amália Rodrigues. Un paragone importante, che Dulce ha saputo trasformare in punto di partenza per una ricerca personale, libera da etichette.
La sua è una traiettoria artistica che attraversa mondi: dalla musica popolare portoghese alle suggestioni mediterranee, dal repertorio sinfonico alle collaborazioni internazionali. Fondamentale l’incontro con Ennio Morricone, culminato nel progetto discografico Focus e in tournée nei più prestigiosi teatri del mondo. Morricone parlò della sua voce come di uno strumento capace di abbracciare “ogni aspetto del canto”: parole che restituiscono la misura della sua versatilità. «L’opportunità che il Maestro Ennio Morricone mi ha dato, di interpretare la sua musica e di conoscerlo – spiega la cantante –, è di per sé sufficiente a farmi dire, sulla mia carriera: missione compiuta. Oltre all’album Focus, tutto il percorso che ho condiviso con lui, in particolare gli ultimi quattro anni di tournée prima del suo ritiro, rappresenta per me la massima eccellenza al servizio della musica». In concerto, accompagnata da un quintetto d’eccezione, Dulce Pontes proporrà brani iconici come O Primeiro Canto e pagine legate al repertorio di Ennio Morricone, insieme alle composizioni più recenti tratte da Perfil. Ogni esibizione è per lei un atto di verità: «Sono più interessata al sentimento che alla tecnica. Credo che il ruolo dell’artista sia servire la musica, non usarla. Condividere emozione e sensibilità autentiche. Restare umili e consapevoli», ama ripetere. Ed è forse questo il segreto di un dialogo immediato con pubblici di ogni latitudine. Portare a Venezia questa voce significa offrire al nostro pubblico un’esperienza che unisce radice e contemporaneità. In un tempo che spesso divide, Dulce Pontes continua a ricordarci che la musica è un linguaggio universale, capace di farci sentire parte dello stesso mare.