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Cosa accadrebbe se un pescecane comparisse nei canali di Venezia? Alvise Camozzi rilegge il celebre racconto di Bertolt Brecht Se i pescecani fossero uomini, trasformandolo in uno spettacolo teatrale tra parola e musica. Un racconto allegorico che riflette sul potere e sulla manipolazione, portando in scena il cinismo del mondo brechtiano con ironia e ritmo incalzante.
«Mostra i denti il pescecane e si vede che li ha. E Macheath, lui ha un coltello, ma vedere non lo fa». Così inizia la ballata di Mackie Messer, l’efferato protagonista dell’Opera da tre soldi che Bertold Brecht scrisse per il teatro nel 1928. L’analogia viene ripresa a distanza di vent’anni nel racconto Se i pescecani fossero uomini, una storiella allegorica attraverso la quale il grande drammaturgo tedesco espone ancora una volta la sua critica ai regimi totalitari e, in particolare, al nazismo.
Una bambina chiede al professor Keuner: «Se i pescecani fossero uomini, si comporterebbero meglio con i pesciolini?». Se i pescecani fossero uomini, risponde il professore, farebbero costruire nel mare delle enormi gabbie per i pesciolini, dotate di ogni tipo di cibo e acqua sempre fresca per mantenerli vivi e in buona salute. Ai pesciolini verrebbe insegnato che non c’è niente di più bello che sacrificarsi con allegria, aver fede nei pescecani e credere sempre in loro. Per evitare che si intristiscano, inoltre, verrebbero organizzate di tanto in tanto delle grandi feste acquatiche, perché i pesciolini felici sono più saporiti di quelli tristi… Il racconto prosegue spiegando come si comporterebbero i pescecani in altri disparati ambiti, come la guerra, l’arte, la religione e l’organizzazione del lavoro.

Alvise Camozzi, attore, regista e drammaturgo veneziano, ha riscritto il racconto di Brecht ambientandolo a Venezia. La trama subisce qualche variazione, sviluppandosi attorno all’apparizione improvvisa di un pescecane nei canali veneziani. Due bambini osservano stupiti mentre il predatore divora un banco di pesci e iniziano a dialogare con lui.
Quando lo squalo pone loro la fatidica domanda, interviene uno strano profesor, attirando l’attenzione degli abitanti che si radunano lungo il canale per ascoltarlo. El Pessecàn è un racconto musicale in cui parola e suono s’intrecciano alternando battute in italiano e in dialetto, in una partitura teatrale diretta e coinvolgente, accompagnata dalla chitarra di Giovanni Dell’Olivo e dal violino di Sokol Prekalori.
Eccolo dunque di nuovo il pescecane brechtiano. Sarebbe più gentile se fosse un uomo? Che sia in tedesco, italiano o veneziano, la risposta non è mai esaustiva, ma a quella bambina si potrebbe spiegare che, almeno, a differenza di Mackie Messer, il pescecane mostra i denti e si vede che li ha.