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Provaci ancora, Miranda!

L’attesa cresce, in sala arriva Il Diavolo veste Prada 2
di Mariachiara Marzari

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Dal 29 aprile torna in sala Meryl Streep nei panni di Miranda Priestly, nel secondo capitolo di un film iconico che ha fatto la storia del cinema recente.

Dopo Il Diavolo veste Prada, niente è stato più lo stesso. Era il 2006 e il mondo della moda diventa di colpo il tema quotidiano più in voga e dibattuto, discussioni sul valore profondo della moda al di là delle apparenze, su Runway/Vogue e i media del fashion, sul color ceruleo, sulle “Emily”, sulle “tacchettine”, sull’etica discutibile che rasenta la cattiveria e sulla strategia guidata da interesse, sulle Settimane della Moda di New York, Parigi e Milano, intere frasi diventano iconiche. E poi c’è lei, non Andrea Sachs (Anne Hathaway), l’icona indiscussa della moda Miranda Priestly (Meryl Streep)/Anna Wintour, la più odiata e venerata al contempo da tutti noi. E naturalmente l’ineguagliabile New York. Il film è stato non solo un successo clamoroso, ma soprattutto un fenomeno globale di costume che continua a far parlare e discutere a distanza di 20 anni.

Tratto dall’omonimo libro di Lauren Weisberger, ex assistente di Anna Wintour a Vogue, Il Diavolo veste Prada aveva incassato poco meno di 327 milioni di dollari al box office mondiale, ottenendo due nomination agli Oscar, una per la performance di Meryl Streep e un’altra per i costumi di Patricia Field. Forse questo è il motivo che ha spinto a fare un sequel, che ci porta dove tutto era cominciato, nel mondo di Runway, non solo una rivista, ma un’icona globale, come recita la voce di Nigel, il leggendario art director interpretato da Stanley Tucci. Di norma siamo contrari ai prequel, sequel, spin-off…, ma in questo caso, non vediamo l’ora, sperando che l’attesa non sia stata vana. Il 29 aprile in Italia e il primo maggio negli Stati Uniti esce finalmente Il Diavolo veste Prada 2, stesso cast, con Meryl Streep e Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Tracie Thoms, Tibor Feldman, Kenneth Branagh, con Simone Ashley, Lucy Liu, Justin Theroux, B.J. Novak, Pauline Chalamet, Rachel Bloom e Patrick Brammall, come nuovi membri del cast. Stessa regia, David Frankel, 14 film di successo e 8 serie, tra cui Sex and the City. Ovviamente trama nuova, ma stessa atmosfera glam/cinica: Andy ha fatto carriera e torna a Runway con una posizione prestigiosa, quella di caporedattrice. Torna naturalmente Miranda, la solita affascinante e spietata Miranda questa volta, ormai alla fine della sua carriera, costretta ad affrontare il declino dell’editoria periodica tradizionale, scontrandosi inaspettatamente con la sua ex assistente Emily (Blunt), ora una potente dirigente di un colosso del lusso sulla falsariga di Kering o LVMH, dei cui investimenti pubblicitari Priestly ha disperatamente bisogno. Tutto cambia, ma niente è cambiato… quindi il film promette bene se riesce a mantenere quel ritmo e quel mix di sorniona presa in giro, dove i buoni sentimenti sono fuori inquadratura, sommersi dalle ultime collezioni più cool dei marchi più prestigiosi. Nota a margine: siamo sicuri che la spensieratezza con cui, in altri tempi, abbiamo accolto il primo film, non possa essere la stessa, l’America sembra anni luce lontana da quelle atmosfere cool e superficiali. Ma questa è la magia del cinema, ci fa sognare che il cattivo gusto (MAGA)…non esista!

Immagine in evidenza: © Macall Polay / courtesy of press office

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