VENEZIA NEWS #313-314
VENEZIA NEWS #311-312
VENEZIA NEWS #309-310
VENEZIA NEWS #308
VENEZIA NEWS #306-307

Daily 2025

82. Venice Film Festival

Daily 2024

81. Venice Film Festival

Daily 2023

80. Venice Film Festival

Daily 2022

79. Venice Film Festival

TheBAG 2025

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

TheBAG 2024

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

TheBAG 2023

The Biennale Architecture Guide
The Laboratory of the Future

TheBAG 2022

The Biennale Arte Guide
Il latte dei sogni

Art Night Venezia

21 giugno 2025

Art Night Venezia

22 giugno 2024

Art Night Venezia

17 giugno 2023

Art Night Venezia

18 giugno 2022

I confini della conoscenza

Allo Spazio Thetis una nuova installazione permanente di Simone Meneghello
di Mariachiara Marzari

share:

Allo Spazio Thetis, all’Arsenale di Venezia, dall’1 ottobre Simone Meneghello presenta Piccola scala della conoscenza, una nuova installazione permanente che trasforma cinque dizionari in una scala e riflette sui limiti del linguaggio come strumento di conoscenza.

Cinque dizionari acromi, sovrascritti e disposti uno sull’altro fino a formare una piccola scala, all’interno di un grande cubo bianco privo di due lati. È Piccola scala della conoscenza, la nuova installazione permanente di Simone Meneghello per lo Spazio Thetis, realizzata in collaborazione con l’architetto Amedeo Giordano di B-Lab. Un’opera che porta nello spazio dell’Arsenale una ricerca che da anni interroga il rapporto tra parola, linguaggio e conoscenza, trasformando il testo scritto in una materia visiva da attraversare e, al tempo stesso, in un sistema di cui mettere in discussione i limiti.
La scelta di collocare l’opera in modo permanente negli spazi di Thetis si inserisce in un contesto che da oltre vent’anni lega il lavoro della società d’ingegneria all’arte contemporanea. Nel corso della sua attività, Spazio Thetis ha infatti costruito una collezione composta da oltre cento donazioni di artisti, curatori e gallerie che hanno esposto o lavorato nei suoi spazi. Dipinti, fotografie, sculture e installazioni convivono con le architetture e con il giardino, formando un insieme eterogeneo di opere che racconta, per stratificazioni successive, il rapporto costruito da Thetis con la scena artistica contemporanea. La collaborazione con istituzioni come La Biennale di Venezia, Fondazione Musei Civici e le Accademie di Belle Arti di Brera e di Venezia ha contribuito negli anni a fare di questo luogo di lavoro anche uno spazio aperto alla cultura e alla fruizione pubblica.
È all’interno di questa collezione in continua evoluzione che si inserisce Piccola scala della conoscenza. L’opera nasce da un elemento quotidiano e apparentemente funzionale, il dizionario, per sottrarlo alla sua funzione originaria e trasformarlo in un elemento architettonico. I cinque volumi, disposti come gradini, costruiscono infatti una scala che non conduce semplicemente da un punto all’altro dello spazio, ma suggerisce un passaggio dal linguaggio alla conoscenza e, oltre questa, verso ciò che il linguaggio stesso non riesce più a definire.


«Lo spazio – dichiara l’artista – si attiva attraverso una scala composta di cinque dizionari, elemento che trasforma il linguaggio in struttura, attraversamento e dispositivo simbolico di accesso».
Il punto di partenza è dunque il linguaggio come strumento attraverso cui l’essere umano tenta di nominare, definire e ordinare il mondo. Ma proprio il dizionario, oggetto deputato a fissare il significato delle parole, diventa nell’opera il supporto di una domanda più radicale: fino a che punto il linguaggio può davvero condurre alla conoscenza? E cosa rimane quando gli strumenti attraverso cui cerchiamo di comprendere la realtà arrivano al proprio limite?
I dizionari diventano così i gradini di un percorso che porta il codice «fino al punto della propria insufficienza». Il limite, però, non coincide con una conclusione. «Diventa una soglia», spiega Meneghello. Oltre quella soglia, linguaggio, pensiero e rappresentazione non sono più sufficienti a guidare il percorso: il tentativo di attraversarla appartiene, nelle parole dell’artista, non alla comprensione ma all’estasi.
È un passaggio che trova continuità nella ricerca sviluppata da Meneghello nel corso degli anni, incentrata sulla parola, sul testo e sulla possibilità stessa di renderli visibili. Nelle sue opere l’artista ha lavorato con testi e riferimenti letterari e filosofici legati, tra gli altri, a Pier Paolo Pasolini, Cesare Pavese, Jorge Luis Borges e alla Bibbia, trasferendoli dalla dimensione della lettura a quella dell’immagine. Singoli fogli di carta vengono ricoperti da stratificazioni di lettere battute con la macchina da scrivere fino a rendere il testo sostanzialmente illeggibile: le parole rimangono presenti, ma la loro successione lineare viene meno, lasciando emergere la materia fisica della scrittura.
«Nelle mie opere – chiosa Meneghello – il testo si sottrae alla sequenza lineare e viene restituito come densità simultanea».

share:

VENEZIA NEWS #313-314

VeNewsletter

Ogni settimana / Every week

il meglio della programmazione culturale di Venezia / the best of Venice's cultural life

VENEZIA NEWS #313-314

VeNewsletter

Ogni settimana

il meglio della programmazione culturale
di Venezia