
82. Venice Film Festival

81. Venice Film Festival

80. Venice Film Festival

79. Venice Film Festival

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

The Biennale Architecture Guide
The Laboratory of the Future

The Biennale Arte Guide
Il latte dei sogni

21 giugno 2025

22 giugno 2024

17 giugno 2023

18 giugno 2022
C’è un volto di Sandro Pertini che il grande pubblico conosce poco, quello dell’appassionato collezionista d’arte. Proprio questa dimensione intima e sorprendente è la scintilla da cui prende avvio la mostra Pertini. L’arte della democrazia, ospitata all’M9 – Museo del ’900 a Mestre fino al 31 agosto 2026.
Il progetto racconta il Presidente più amato dagli italiani attraverso lo sguardo che egli riservava agli artisti e al loro ruolo nella società. Al centro dell’esposizione si trova, per la prima volta presentata in modo organico, la collezione d’arte moderna di Pertini: ventotto opere che non costituiscono soltanto un insieme prezioso di capolavori, ma una vera e propria autobiografia in immagini. Dai dipinti di Giorgio Morandi a quelli di Emilio Vedova, da Renato Guttuso a Filippo De Pisis, passando per Sironi, Birolli, Sassu e Pomodoro, emerge il profilo di un collezionista colto e curioso, guidato non dal gusto per il prestigio ma dalla forza etica ed espressiva delle opere. Nel silenzio sospeso della natura morta di Giorgio Morandi, dove accanto alle bottiglie compaiono bicchieri e ciotole, Pertini riconosceva un’idea di rigore e misura, ma anche un’immagine simbolica dell’unità del popolo italiano nella sua diversità. Con Renato Guttuso, l’arte si fa invece impegno civile e denuncia sociale, in dialogo – quasi in contrasto – con il dipinto di Tono Zancanaro, esposto accanto. Nei lavori di Filippo De Pisis affiora una dimensione più intima e lirica, che accompagna il visitatore fino a Sole e Architrave di Giò Pomodoro, collocato al termine del percorso: qui la materia e la solidità della forma scultorea diventano simboli di protezione e di luce, chiudendo idealmente il racconto tra forza e speranza. Per Pertini l’arte non era ornamento, ma strumento civile. Credeva nella sua capacità di parlare alle persone più della politica stessa, di farsi veicolo di valori come la libertà, la giustizia, la pace. Non è un caso se nella sua raccolta convivono opere figurative e opere astratte: linguaggi diversi, uniti dalla stessa tensione morale. Le opere diventano così specchio delle grandi battaglie che hanno attraversato la sua vita, dalla Resistenza alla difesa dei diritti, dalla lotta contro le ingiustizie all’impegno per la democrazia. La mostra intreccia questo patrimonio artistico con il racconto biografico del Presidente, costruendo un percorso che attraversa l’intero Novecento italiano. Le opere dialogano con fotografie, documenti, filmati e oggetti iconici – dalla pipa al cappotto, fino alle numerose caricature realizzate durante il suo mandato presidenziale e che Pertini amava collezionare – restituendo un ritratto complesso e profondamente umano: quello di un uomo capace di coniugare rigore morale e passione civile, cultura e azione politica.