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Un programma diffuso tra Venezia e Mestre porta sul palco del Festival delle Idee alcune delle voci più interessanti della cultura contemporanea, tra grandi ritorni, nuovi protagonisti del panorama digitale e una sezione dedicata alla scena culturale veneta. Oltre quaranta appuntamenti, da settembre a novembre, tra incontri, libri, cinema, musica e attualità.
Il desiderio senza dovere è capriccio, il dovere senza desiderio è schiavitù. L’armonia tra i due poli – desiderio e dovere – richiede a ciascuno un percorso di ricerca interiore, ascolto di sé e degli altri, oltre a una buona dose di temperanza. Un equilibrio che, anche quando raggiunto, non è sempre facile mantenere, e su cui è certamente utile interrogarsi. Così, più per stimolare domande che per suggerire risposte, il Festival delle Idee presenta per la sua ottava edizione il tema Desiderio o dovere chiamando a raccolta voci diverse e complementari: giornalisti, scrittori, filosofi, scienziati, artisti, imprenditori e musicisti. Dopo il successo della passata edizione che ha superato le 35 mila presenze in oltre sessanta eventi, il Festival delle Idee torna a partire dal 16 settembre con Vincenzo Schettini, il prof, divulgatore scientifico e content creator de La fisica che ci piace. Trascorso un anno tormentato dalle polemiche secondo cui avrebbe scambiato voti per like e visualizzazioni, Schettini sale sul palco di Piazza Ferretto con un appuntamento pensato proprio per questa occasione. Accanto a grandi ritorni, che portano nuovamente sui palcoscenici del Festival nomi quali Massimo Recalcati e Alessandro D’Avenia, il cartellone si rinnova con un programma che ambisce ad essere un riflesso dell’offerta culturale attuale: tra le novità questa ottava edizione presenta alcuni dei volti più seguiti del panorama digitale nazionale – tra cui Marco Cartasegna (Torcha), Pietro Morello, Vittorio Baraldi, Esmeralda Moretti, Bianca Arrighini e Livia Viganò (Factanza), Emilio Mola – per affrontare temi come il viaggio, la geopolitica, l’informazione e la cultura.

Da quando il film, venetissimo, Le città di pianura di Francesco Sossai ha vinto otto statuette ai Premi David di Donatello alzando nel panorama artistico-culturale italiano la Veneto wave, l’onda lunga della cultura veneta, si va affermando un’attenzione crescente verso autori, registi, attori, artisti la cui cifra stilistica è radicata nei luoghi, nella lingua e nei saperi della regione di appartenenza. Ricettiva rispetto ai fenomeni culturali in atto, l’organizzazione Festival risponde a tale fermento inserendo nel suo palinsesto una nuova sezione dedicata al Veneto, con i suoi scrittori, autori, registi e produttori da tutte le province della regione. In programma incontri con i registi Antonio Padovan, Michele Pellegrini e la casa di produzione Ginko Film, Chiara Andrich (produttrice), Maria Roveran (attrice), Joe Schievano (musicista); i registi Francesco Montagner, Alessandro Padovani, Alessandro Rossetto, Michele Sammarco; gli scrittori Romolo Bugaro, Francesco Maino, Francesco Targhetta, Giulia Scomazzon.
Tra i nomi attesi fino al 30 ottobre e oltre – eventi spin off del Festival si terranno, infatti, fino a novembre – anche Dacia Maraini, Cesare Picco, Fiorella Mannoia, Paolo Borzacchiello, Matteo B. Bianchi, Pablo Trincia, Carlo Lucarelli, Stefano Nazzi, Francesco Costa, Stefania Andreoli, Daria Bignardi, Francesca Giannone, Aldo Cazzullo, Chiara Francini, Gianmarco Tognazzi, Gloria Campaner, Federica De Paolis, Osvaldo Poli, Carlo Fuortes, Roberto Cacciapaglia, Levante, padre Guidalberto Bormolini, Paolo Nori, Alec Ross, Paolo Ruffini, Mille, Pietrangelo Buttafuoco, Giulia Vazzoler, Navid Tarazi “Doggodaiily” e Cristina Tomasi. Un programma diffuso tra Venezia e Mestre che con oltre quaranta incontri animerà piazze, palazzi, teatri, biblioteche e musei. a partire dall’M9 per arrivare a Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna, con lo scultore Jago, e in Piazza San Marco alla Casa di The Human Safety Net, che ospita Alessio Bertallot e Dardust.