Inedito Amleto

German Sadchenkov porta a Venezia una nuova produzione uzbeka
di Davide Carbone

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Il suo nome era Amleto (Ego zvali Gamlet) del regista uzbeko German Sadchenkov viene presentato il 26 agosto alle 18. nella Sala Grande del Multisala Rossini, alla presenza del regista e di parte del cast.

La produzione, firmata dalla BWG Blue White and Green Production di Ruslan Saliev, rappresenta una delle più importanti realizzazioni cinematografiche degli ultimi anni in Uzbekistan. Alla proiezione saranno presenti il regista, il produttore, una delegazione ufficiale del Paese e parte del cast: Mikhail Safronov, Tatiana Grigorieva, Nastasya Kerbengen, Marifathon Umarova, Bobur Juldashev, Gimal Gafiyatullin.
Interamente girato a Bukhara, il film si definisce come una black comedy che rilegge il classico shakespeariano con codici contemporanei: la trama resta intatta, ma viene “scomposta” per aprire a inattesi significati. La sceneggiatura, a cui Sadchenkov ha lavorato per oltre cinque anni, intreccia Shakespeare con i Dialoghi di Platone e si chiude con un omaggio alla Divina Commedia.
Sadchenkov (Mosca, 1963) è regista teatrale e cinematografico, drammaturgo e produttore. Formatosi al VGIK e al GITIS di Mosca, ha completato gli studi in Italia presso l’Officina Teatrale Opera Line di Bologna, specializzandosi in teatro musicale. Nel corso della sua carriera ha collaborato con il Teatro Accademico dell’Operetta di Mosca, lo Stanislavskij e Nemirovich-Danchenko Musical Theatre, il Moscow City Ballet e Trinity Films, firmando oltre trenta documentari e film di finzione, spesso in coproduzione con l’Italia. Tra i titoli più recenti Il rumore delle gocce sul vetro (2019), Quando la morte arrivò a Baghdad (2022) e il documentario Opera Assoluta. Capolavoro.

Il Regista German Sadchenkov, Mikhail Safronov e Marifathon Umarova sul set

In Il suo nome era Amleto il regista concentra l’attenzione sul rapporto tra Amleto e Orazio, amico e confidente, figura chiave ma ambivalente. Per la prima volta al cinema, Orazio è interpretato da una donna: Tatiana Grigorieva, chiamata a restituire le sfumature psicologiche attribuite al personaggio. Accanto a lei, Mikhail Safronov (Amleto), Nastasya Kerbengen (Ofelia), Anna Bagmet (Gertrude) ed Evgeny Kamenkovich (lo spettro).
Il film ci conduce nel pieno della crisi di un regista teatrale i cui spettacoli, troppo complessi per il pubblico contemporaneo, si rivelano fallimentari. La sua decisione di affrontare ancora una volta l’Amleto scatena l’opposizione della compagnia e persino del produttore, pronto a sostituirlo con titoli più commerciali.

Il suo nome era Amleto, still

Da qui il protagonista sprofonda progressivamente nei meandri del proprio subconscio, riportando in vita i personaggi della tragedia shakespeariana che prendono le sembianze di chi un tempo gli era amico e adesso lo osteggia. La sua immaginazione gli fa credere che la sua assistente sia Ofelia, e che il produttore indossi le vesti del traditore Orazio. L’immagine di Amleto si impossessa di lui non solo mentalmente, ma anche fisicamente così come il suo odio verso chi lo circonda, la sua sete di vendetta e la sua reale sofferenza. Vuole distruggere i suoi nemici per liberarsi di loro, ma la sua brama altro non è che cibo per i suoi stessi fantasmi…
Come nota il critico Armando Lostaglio, «Sadchenkov dirige bene i suoi attori in spazi claustrofobici, con cromatismi cangianti, spesso caravaggeschi, volti a sottolineare latenti angosce e una ricerca di protagonismo che riflette il transfert da Amleto al regista del film. […] il protagonista si imbatte con un mondo artistico che tende alla deriva, scarsità di idee innovative dove “non ci sono eroi in carne e ossa, veri cattivi o sentimenti autentici”. Pertanto, la sceneggiatura evoca i classici, tange Platone e chiude con il dantesco “riveder le stelle”. Un gioco delle parti che il protagonista induce, con lo spettatore, ad immergersi nelle profondità del proprio inconscio»

 

Cast tecnico

Regia e sceneggiatura – German Sadchenkov
Direttore della fotografia – Vlad Doroshev
Montaggio – Lee Mon
Scenografia – Oleg Upilkov
Musiche – Oleg Vasiliev
Costumi – Elena Chugunova
Produzione – BWG Production – Ruslan Saliev
Paese – Uzbekistan
Durata – 135 min

 

Cast artistico

Mikhail Safronov (Amleto), Nastasya Kerbengen (Ofelia), Tatiana Grigorieva (Orazio), Evgeny Kamenkovich (lo spettro), Marifathon Umarova (spirito di Ofelia), Anna Bagmet (Gertrude), Bobur Juldashev (Francesco), Nikita Vashakhidze (Bernardo), Gimal Gafiyatullin (Marcello), Danil Mozhaev (giovane clown), Igor Korovin (vecchio clown), Artem Alishev (Rinaldo).

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