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Al Toniolo di Mestre, dall’11 al 13 novembre, Andrea Pennacchi porta in scena Alieni in laguna, uno spettacolo che trasforma l’invasione dei granchi blu e di altre specie non autoctone in un racconto teatrale di forte attualità ambientale e sociale.
Dopo essere stata oggetto di dibattiti politici e aver attirato l’attenzione delle cronache locali, con Andrea Pennacchi l’invasione dei granchi blu nei litorali veneti diventa repertorio per uno spettacolo teatrale di impatto sociale. Di questa specie di crostacei che infesta la laguna, così come del Siluro diventato endemico nel Po e di altre creature non autoctone, parla Alieni in laguna: un bestiario teatrale di creature invasive che popolano il nostro ecosistema fragile e ne mettono a repentaglio la biodiversità. Pennacchi esce dal piccolo schermo, dove ha trovato la popolarità tra fiction televisive e i monologhi virali del suo celebre personaggio caricatura del veneto medio, per tornare alle origini sul palcoscenico portando in tournée un nuovo testo scritto a più mani assieme a Marco Gnaccolini, Marco Segato e Raffaele Pizzatti Sertorelli. Una produzione teatrale realizzata col sostegno di Arte Sella, museo immerso nella natura trentina, dove Pennacchi è stato accolto in residenza artistica per la realizzazione del primo studio dello spettacolo. Immancabile, infine, la presenza sulla scena del cantautore padovano Giorgio Gobbo che con le sue musiche originali accompagnerà dal vivo la recitazione di Pennacchi.

In un ecosistema sempre più compromesso e vulnerabile quale ruolo determinante giocano i cambiamenti climatici accelerati? Quale la responsabilità dell’intervento umano nella diffusione massiva di queste specie aliene invasive?
Non è certamente la prima volta che Andrea Pennacchi presta il suo teatro civile e la sua pungente comicità a questioni ambientali urgenti e temi sociali contemporanei e, come è tipico delle sue narrazioni, con Alieni in laguna lo fa partendo da ciò che conosce intimamente, da cause che riguardano lui così come i suoi spettatori da vicino, nel quotidiano. Con la sua inconfondibile abilità di alternare sapientemente comicità e dramma, leggerezza e profondità, Andrea Pennacchi indaga l’impatto devastante delle specie non autoctone e porta in scena una narrazione teatrale che oscilla tra la magia nostalgica della memoria collettiva e la cruda realtà dei cambiamenti climatici inesorabili, tra il passato e il presente in continua trasformazione. I racconti delle specie aliene diventano così una metafora teatrale dei conflitti sociali e culturali contemporanei, invitando il pubblico a riflettere profondamente sul concetto stesso di “alieno” e sulla necessità urgente di ridefinire il nostro rapporto con l’ambiente.