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Ancora una volta e più di sempre, l’arte libera la notte di Venezia. La notte del 20 giugno brulica di opening tra palazzi, giardini e sconosciuti spazi urbani da scoprire.
Art Night Venezia 2026, la notte bianca dell’arte numero 15, cresce ma non invecchia, la sua formula collettiva e coinvolgente mantiene l’energia originaria, che negli anni di Biennale Arte diventa dirompente. Lo schema è sempre lo stesso, una chiamata a raccolta di tutti gli attori protagonisti della scena culturale di Venezia da parte di Silvia Burini e Angela Bianco (n.d.r. Bu-Bi), mente, cuore e braccio dell’evento firmato Università Ca’ Foscari, da loro ideato e soprattutto tenacemente difeso e sostenuti in questi anni. Così di edizione in edizione si è partiti dall’apertura straordinaria e gratuita di musei, fondazioni e gallerie dal pomeriggio fino a notte fonda a una vera e propria programmazione di eventi dedicati ad Art Night, con una corsa ad accaparrarsi la migliore performance e naturalmente l’attenzione del pubblico. Quest’anno la notte sembrerà ancora più lunga perchè Venezia pullula di padiglioni nazionali ed eventi collaterali Biennale, mostre straordinarie e nuove fondazioni che offrono la possibilità di scoprire palazzi, giardini, spazi e pure magazzini, la maggior parte sconosciuta ai più. Tuttavia al di là dell’humus culturale di una Capitale indiscussa dell’arte, il che farebbe pensare ad una organizzazione facile e spontanea, coordinare un evento del genere non è così banale, anzi.
La straordinarietà dell’azione di Silvia Burini e Angela Bianco è proprio nell’aver rotto i confini delle singole istituzioni, che spesso hanno provato a fare sistema ma con gran difficoltà e con risultati non sempre riusciti, e aver fatto dialogare una città nella sua essenza di città , cioè una volta tanto non a fini turistici ma di collettività , intesa come tessuto sociale e culturale di Venezia. Certo Art Night è di fatto un evento della città e quindi attrae anche un pubblico altro di forestieri e turisti sempre più numeroso, tuttavia è soprattutto una festa per tutti coloro che lavorano e vivono nella e di cultura. La nuova amministrazione dovrebbe considerare questo evento come un esempio da cui ripartire per ricostruire il tessuto sociale e abitativo della città , vera emergenza oltre l’overtourism. Tornando a quello che rimane meno visibile di questa brillantissima prima notte d’estate, in programma quest’anno il 20 giugno, è un lavoro costante di network e di raccolta delle informazione (che ci vede coinvolti in particolare per la redazione della mappa digitale), un vero e proprio puzzle di relazioni e di collaborazioni, che magicamente si dipana in un programma articolato e sempre più dedicato. Quello che sarà Art Night 2026 non possiamo ancora spoilerarlo, una conferenza stampa ai primi di giugno potrà chiarire tutti i dettagli, la cosa certa è di segnarsi la data del 20 giugno perchè sarà una notte indimenticabile. Come si dice, state connessi!