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Con Casanova. Variazioni sul desiderio, COB – Compagnia Opus Ballet inaugura la XXVIII edizione del Festival Prospettiva Danza Teatro, in programma a Padova dal 21 marzo al 10 maggio, tra il Teatro Verdi e altri spazi della città .
A fine anni Novanta nasceva a Padova Prospettiva Danza Teatro, progetto orientato alla ricerca coreografica e ai linguaggi della contemporaneità . Nel tempo, sotto la direzione artistica della sua ideatrice, Laura Pulin, il Festival ha ampliato il proprio raggio d’azione affiancando agli spettacoli residenze, incontri e interventi nello spazio urbano, fino a diventare un dispositivo diffuso che porta in città ogni anno, per oltre un mese, il meglio della scena nazionale e non solo, con particolare attenzione alle realtà emergenti.
Apre il ricchissimo cartellone 2026, il 21 marzo al Teatro Verdi, Casanova. Variazioni sul desiderio, produzione di COB – Compagnia Opus Ballet, che mette a fuoco la storia tanto iconica quanto sfuggente del celebre libertino veneziano, di cui nel 2025 si sono celebrati i 300 anni dalla nascita. Il lavoro, che riunisce tre creazioni firmate da Simona Bertozzi, Michela Lucenti ed Erika Silgoner, è affidato alla compagnia fiorentina diretta da Rosanna Brocanello, attiva da anni su un versante produttivo solido e riconoscibile. La formazione è composta da un nucleo stabile di danzatori provenienti da contesti internazionali e ha costruito un repertorio articolato, collaborando con coreografi di diverse generazioni. Il recente riconoscimento del Premio Danza&Danza per La Duse – Nessuna Opera segna un ulteriore passaggio in questa direzione.

In Casanova (non) è qui – Sedurre per Esistere di Simona Bertozzi, il desiderio si manifesta come una vertigine che attraversa il gesto. Casanova si fa presenza sotterranea, principio di dislocazione: i corpi si espongono, deviano, negoziano continuamente il proprio stare nello spazio. La coreografia si definisce come un campo di forze, un sistema di regole reversibili in cui l’azione oscilla tra svela mento e sottrazione, fino a un punto di emersione dichiarata.
Michela Lucenti con Cuccioli di maschio concentra l’attenzione su un quartetto maschile, lavorando su una maschilità giovane, esibita e ancora priva di misura: i suoi Casanova sono in formazione, attraversati da un’energia vitale, che coincide con il piacere di mostrarsi e con una dimensione giocosa della seduzione. Il movimento si colloca in una zona sospesa, in quel momento di gioia quasi commovente, appena prima della soglia della sopraffazione e della sofferenza.
Con 1749, Erika Silgoner rilegge invece l’immaginario settecentesco come spazio instabile, segnato da ambiguità e slittamenti. Il seduttore si dissolve in un caleidoscopio di forme differenti, valicando generi e identità . La danza diventa terreno di confronto tra entità paritarie, dove il gioco erotico si configura come dinamica reciproca, insieme attrattiva e conflittuale.
Tre traiettorie autonome che utilizzano Casanova come lente, non per celebrarlo, ma per osservare attraverso la sua figura le meta morfosi che il desiderio imprime sui corpi.