
82. Venice Film Festival

81. Venice Film Festival

80. Venice Film Festival

79. Venice Film Festival

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

The Biennale Architecture Guide
The Laboratory of the Future

The Biennale Arte Guide
Il latte dei sogni

21 giugno 2025

22 giugno 2024

17 giugno 2023

18 giugno 2022
Il Ministero della Cultura dell’Arabia Saudita presenta all’Abbazia di San Gregorio A Necessary Fiction: Maps, Art, and Models of Our World, una mostra che attraversa mappe, manoscritti e opere contemporanee per interrogare il modo in cui rappresentiamo e interpretiamo il mondo.
È possibile rappresentare il mondo senza interpretarlo? È attorno a questa domanda che si sviluppa A Necessary Fiction: Maps, Art, and Models of Our World, la mostra promossa dal Ministero della Cultura dell’Arabia Saudita e ospitata all’Abbazia di San Gregorio in occasione della 61. Biennale Arte. Curata da Sara Almutlaq e Aurora Fonda, l’esposizione riunisce in cinque sezioni mappe, globi, manoscritti e opere contemporanee per interrogare uno degli strumenti che più hanno contribuito a definire il nostro rapporto con la realtà: la cartografia.
Superato il cortile, dove svettano le rotte astrali di Nasser Al Salem, il viaggio prende avvio da un tempo in cui orientarsi significava leggere il paesaggio, seguire le stelle e affidarsi al corpo. Ma è con la nascita delle prime mappe che quel sapere si trasforma in racconto.

Lo rivela il dialogo tra il Celestial Globe di Gerardus Mercator e i manoscritti cosmografici di Al-Qazwīnī, dove osservazione astronomica, mitologia e tradizione concorrono alla costruzione della stessa immagine della Terra. Attraverso un’accurata selezione di manoscritti e carte storiche arabe proveniente da importanti istituzioni internazionali, la riflessione si sposta dal mito al potere, mostrando come individuare un centro, una periferia e dei confini significhi, prima di tutto, costruire un’idea di sé e dell’altro.
Passando per le opere di Shilpa Gupta, Tod Wodicka e Ibrahim Mahama e molti altri, si approda infine al contemporaneo. Qui, My Little Big Data di Eva & Franco Mattes porta alle estreme conseguenze la logica dell’algoritmo, restituendo il paradosso dell’ipercartografia: un mondo sempre più misurabile, ma non necessariamente più comprensibile. Come contrappunto, Giorgio Andreotta Calò invita a riappropriarsi dello spazio attraverso le sue walking pieces, mentre le parole di Yoko Ono riecheggiano nel cortile, esortandoci alla creazione di geografie personali.
Più che una storia delle mappe, A Necessary Fiction ricostruisce così la genealogia degli sguardi che le hanno generate, ricordando come ogni rappresentazione del mondo sia, inevitabilmente, anche una rappresentazione di noi stessi.