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Incroci di Civiltà torna a Venezia: quattro giorni di libri, incontri, voci e culture per raccontare il presente
di Chiara Sciascia

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Dal 15 al 18 aprile Venezia torna a essere il cuore pulsante della letteratura internazionale. Incroci di civiltà, il Festival promosso e organizzato dall’Università Ca’ Foscari Venezia e diretto da Flavio Gregori, porta in città con la 19. edizione la migliore scrittura del mondo — narrativa, poesia, saggistica, scienza — in un programma che attraversa continenti, lingue e sensibilità con la curiosità propria di chi crede ancora nel potere delle storie.

Nato come scommessa culturale e diventato negli anni un appuntamento imprescindibile nel panorama dei grandi festival letterari europei, Incroci di civiltà ha saputo costruire una propria identità riconoscibile: non semplicemente una rassegna di presentazioni, ma un luogo di incontro autentico tra autori e lettori, tra tradizioni letterarie lontane, tra mondi che il libro rende improvvisamente vicini. La collocazione a Venezia non è casuale: la città lagunare, crocevia di popoli e commerci per secoli, è lo sfondo naturale di un festival che fa dell’incontro tra culture la propria ragione d’essere.

I temi al centro di Incroci di civiltà ruotano intorno a un elemento distintivo: l’universalismo, ovvero quale sia all’interno della scrittura, della creazione e dell’approccio ai lettori l’elemento universale che tiene insieme l’umanità.

Flavio Gregori, Direttore di Incroci di Civiltà

È una visione che questa 19. edizione traduce in un cartellone di straordinaria ampiezza geografica e tematica, con oltre venti autori provenienti da quattro continenti, e con domande che, pur partendo da esperienze radicalmente diverse, si ritrovano a toccare le stesse ferite e le stesse speranze del nostro tempo.
Una delle più urgenti riguarda l’identità e il senso di appartenenza. Chi siamo quando veniamo strappati dal luogo in cui siamo nati? Cosa resta di noi nella lingua dell’altro? È la domanda che attraversa la scrittura di Mylene Fernández Pintado, cubana che esplora la nostalgia e la transculturazione come condizioni esistenziali, e quella di Stevo Grabovac, voce originale dei Balcani che porta a Venezia le cicatrici e la vitalità di un’Europa spesso dimenticata. È la domanda che anima anche Dmitrij Strocev, poeta bielorusso arrestato nel 2020 per aver partecipato alle proteste contro il regime e oggi esule a Berlino: la sua presenza al Festival è, di per sé, una dichiarazione.
Accanto a queste voci, alcune tra le più forti della letteratura contemporanea al femminile. Zadie Smith – che chiuderà il festival sabato 18 aprile – ha raccontato per decenni le fratture e le meraviglie del mondo multiculturale con un’ironia e una lucidità che ne hanno fatto una delle scrittrici più lette e discusse al mondo. Sara Stridsberg, membro dell’Accademia svedese e drammaturga di fama internazionale, ha fatto del corpo e della psiche femminile il proprio territorio d’elezione. Ping Lu, tra le più apprezzate scrittrici taiwanesi, attraversa generi diversi – dalla narrativa psicologica alla fantascienza – sempre da una prospettiva radicalmente femminile. E Ryōko Sekiguchi, poetessa e traduttrice nata a Tokyo e residente a Parigi, presenterà in anteprima italiana il libro pubblicato con wetlands e scritto proprio su Venezia: un dono alla città che la ospita.


La memoria – personale, collettiva, politica – è il terzo grande filo che percorre l’edizione. Widad Tamimi, giornalista italiana figlia di un profugo palestinese e di una donna di origini ebree, intreccia nel suo ultimo libro la propria storia familiare e il conflitto israelo-palestinese con una lucidità che fa male e illumina. Dayanita Singh, fotografa indiana di fama internazionale, aprirà all’Archivio di Stato di Venezia una mostra che riflette sul modo in cui le immagini vengono organizzate e reinterpretate nel tempo – un dialogo tra fotografia e archivio che resterà visitabile fino al 31 luglio. Geoff Dyer, saggista britannico capace di muoversi tra jazz, cinema e guerra con uguale maestria, presenta il suo nuovo memoir.
Al festival non mancano le voci dell’impegno civile più diretto. Samah Karaki, biologa e neuroscienziata franco-libanese, porta sul palco una domanda scomoda: perché la nostra empatia è selettiva? Perché ci commuoviamo per alcuni e ignoriamo altri? E ancora: Abigail Assor, Hajar Azell ed Ève Guerra – tre scrittrici francofone di origine nordafricana e africana – dialogheranno insieme di una Francia contemporanea guardata dal margine, con tutto ciò che questo sguardo rivela di più vero sul presente europeo.
La poesia avrà il proprio spazio nella mattinata del 17 aprile, con Carol Ann Duffy – prima donna nominata Poet Laureate del Regno Unito –, Jonathan Galassi, editore leggendario e traduttore di Leopardi e Montale che è anche poeta lui stesso, Kim Simonsen dalle Isole Fær Øer, e Juan Ignacio Siles del Valle dalla Bolivia. E accanto alla letteratura, la scienza: Davide Zannoni porterà al festival la sua visione del mondo microbico, mentre David Uclés e Teresa Präauer rappresentano due delle voci più fresche e premiate della narrativa europea di oggi.

Ad aprire il festival, mercoledì 15 aprile al Teatro Goldoni, il pianista iraniano Ramin Bahrami, interprete di fama mondiale la cui sensibilità cosmopolita – nutrita da influenze tedesche, russe, turche e persiane – incarna perfettamente lo spirito di Incroci. Prima del concerto verranno assegnati il Premio Cesare De Michelis a Jonathan Galassi, il Premio Incroci–Musei Civici di Venezia a Zadie Smith e il Premio giovani Incroci–Albero d’Oro a David Uclés.
Il festival si avvale del sostegno di Ca’ Foscari, del Comune di Venezia, della Fondazione di Venezia, di Marsilio, della Fondazione Musei Civici di Venezia e della Fondazione dell’Albero d’Oro, in una rete di partnership nazionali e internazionali che ne garantisce la portata e la visibilità ben oltre i confini italiani.

INFO
Inaugurazione: mercoledì 15 aprile, ore 17.30 – Teatro Goldoni (ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria dal 20 marzo)
Prenotazioni conversazioni: dal 2 aprile 2026, ore 12.00 sul sito: www.incrocidicivilta.org

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