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Il Pinocchio di Davide Iodice alla Biennale Teatro 2025: un’opera intensa sulla diversità e sull’identità. Protagonisti in scena giovani con neurodivergenze, per un racconto potente che trasforma il corpo in poesia e rilegge la favola come specchio della società contemporanea.
«Intanto che voi società cercate una risposta per il futuro, io cosa faccio?».
Questa la domanda di Pinocchio al maestro, il quale a sua volta gli risponde di andare alla ricerca di altre domande. E di punti interrogativi Davide Iodice ne pone moltissimi con il suo spettacolo Pinocchio. Che cos’è una persona? che il direttore artistico Willem Dafoe ha assolutamente voluto alla sua Biennale, dopo averlo visto a Napoli lo scorso settembre ed essersi profondamente commosso. In perfetta sintonia con il Theatre is Body – Body is Poetry, con questo suo irrituale Pinocchio, nato da uno studio nel 2023 e già vincitore del premio speciale UBU nel 2024, Iodice rivela tutto il potenziale del corpo come strumento unico di trasmissione del racconto e si inserisce a pieno titolo nella sezione I maestri di oggi.

Protagonisti sulla scena sono i ragazzi con sindrome di Down o nello spettro di autismo, sindrome di Williams, o Asperger della Compagnia della Scuola Elementare del Teatro, conservatorio popolare per le arti della scena, accompagnati talvolta da membri delle rispettive famiglie. I corpi “diversi” che compongono l’articolato gruppo di lavoro, sono tutte figure che portano in scena molteplici Pinocchi possibili, ma ciascuno prezioso e insostituibile. «Pinocchio e l’intera compagine simbolica della favola sembrano incarnare tutte le caratteristiche di un’adolescenza incomprensibile e incompresa, nel cui tormento si specchia una società di adulti in rovina. Pinocchio è il diverso, è tutti i diversi, con la loro carica anarchica e dirompente», racconta Iodice a riguardo dello spettacolo di cui ha curato ideazione, drammaturgia e regia. «Più volte in questi anni la figura del burattino Pinocchio ci è stato di ispirazione, come a un fratello simbolico dei ragazzi in scena. Il lavoro di ridefinizione delle identità attraverso lo strumento dell’Arte, la centralità della persona e delle sue fragilità, sono i principi alla base della pedagogia della Scuola Elementare del Teatro». Temi a cui Iodice si è dimostrato attento sin dall’inizio del proprio percorso artistico e che la vita, in seguito, gli ha chiesto di affrontare anche nella propria quotidianità familiare. Una sfida che ha saputo accogliere non solo nel suo privato, ma anche fondere con la sua arte, il teatro, fino a farne una luminosa missione.