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Un’indagine visiva sulla memoria come organismo vivo, tra fotografia, archivi e narrazioni in continua trasformazione. L’Archivio di Stato di Venezia apre come spazio espositivo con ARCHIVIO di Dayanita Singh, mostra accompagnata da un public program di incontri, conferenze e presentazioni di libri inserito nel programma di Incroci di Civiltà.
L’Archivio di Stato di Venezia apre al pubblico come sede espositiva con il progetto-tributo ARCHIVIO di Dayanita Singh (New Delhi, India, 1961). La mostra, curata da Andrea Anastasio, che inaugura il 17 aprile, presenta l’intrecciarsi di due nuclei del lavoro dell’artista/fotografa: il lungo impegno di Singh con gli archivi istituzionali e il suo dialogo visivo pluridecennale con l’architettura, gli spazi interni, le opere d’arte, gli amici, gli archivisti, i fiori e altro ancora. «Quando ho avuto il privilegio di entrare nell’Archivio di Stato di Venezia, ero al settimo cielo, non avevo mai visto nulla di tanto bello! Così è iniziato il mio viaggio alla scoperta degli archivi italiani, queste squisite raccolte di documenti pieni di segreti». In ARCHIVIO, l’atto di fotografare diventa una forma di catalogazione, un tentativo continuo di comprendere come la memoria viene plasmata, strutturata e conservata. Singh rivisita le immagini che ha realizzato nelle città italiane dalla fine degli anni ‘90, mettendole in dialogo con i suoi approfonditi studi sugli archivi realizzati in India e altrove. Attraverso questo incontro, l’archivio diventa non un magazzino statico, ma un organismo vivente, continuamente riorganizzato attraverso il processo editoriale dell’artista, le strutture espositive e la variazione di sequenza delle immagini. La forza dei suoi scatti non si annida nel singolo fotogramma, ma nella sequenza, il reticolo, la tessitura, l’insieme. Anche l’allestimento riflette il suo interesse per la risonanza poetica e filosofica del lavoro di archiviazione – ordinare, contenere, proteggere –, e al contempo consente alle fotografie di rimanere aperte e porose, mutevoli in ogni nuovo contesto. La pratica di Singh si inserisce infatti all’interno di una riflessione più ampia su come si costruisce la memoria culturale, la convinzione dell’artista è che l’archivio non sia soltanto un luogo di conservazione, ma uno spazio generativo capace di plasmare le storie che raccontiamo, e quelle che restano ancora da scoprire. La mostra ARCHIVIO, evento clou della 19. edizione di Incroci di civiltà, sarà accompagnata da un public program di incontri, conferenze e presentazioni di libri per tutta la durata della mostra, ideato dalla stessa artista e da Chiara Spangaro, in collaborazione con Università Ca’ Foscari Venezia, IUAV, e altre istituzioni. Inoltre, Dayanita Singh sarà impegnata in un programma di mentoring per studentesse e studenti universitari, ideato e diretto con la collaborazione IUAV, in occasione del centenario dell’istituzione, e con i dipartimenti di Filosofia e Beni Culturali e di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari Venezia.