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Con protagonisti Amanda Sandrelli e Gigio Alberti, Vicini di casa, al Teatro Goldoni dal 27 al 29 marzo, parte da una domanda che nessuno fa mai volentieri: facciamo abbastanza spesso l’amore?
C’è un momento, in ogni relazione lunga, in cui il desiderio smette di bussare e comincia a chiedere il permesso. Compila moduli. Si adegua agli orari. Si mette in agenda tra il dentista e la cena dai suoceri. Vicini di casa, al Teatro Goldoni dal 27 al 29 marzo, parte da una domanda che nessuno fa mai volentieri: facciamo abbastanza spesso l’amore? Ma, soprattutto, lo facciamo ancora con passione, o giusto per ‘manutenzione’?
Anna e Giulio (Amanda Sandrelli e Gigio Alberti) sono una coppia rodata. Traduzione: si vogliono bene, si sopportano, si conoscono troppo. Lui è ironico, disilluso, pieno di quella brillantezza difensiva che maschera il rammarico di ciò che non è stato. Lei è più lucida, più inquieta: non vuole rompere tutto, ma nemmeno continuare a spegnersi lentamente.
Poi arrivano i vicini. Giovani, rumorosi, sessualmente espansivi come una notifica che non puoi silenziare. Laura, psicologa disinibita, e Toni, pompiere con metafora incorporata, fanno sesso con entusiasmo, creatività, partecipazione allargata, e lo fanno sapere. Non chiedono il permesso. Non abbassano la voce.

Il fastidio è immediato. L’invidia pure. Nonostante ciò le due coppie finiscono intorno a un tavolo: un bicchiere di vino, qualche fetta di patanegra, e la conversazione che vira, sempre meno timidamente, sul terreno più scivoloso di tutti. Alessandra Acciai e Alberto Giusta completano un quartetto che sa esattamente dove vuole arrivare… e ci arriva ridendo.La commedia – Los vecinos de arriba di Cesc Gay, adattata da Pino Tierno – gioca sul contrasto, ma sotto le battute c’è qualcosa di meno comodo: non è il sesso in sé a mancare, è l’energia. È la possibilità di sentirsi ancora desiderabili, ancora scelti. Non dati per acquisiti come un mutuo a tasso fisso.
Gigio Alberti si muove con un’ironia chirurgica, capace di divertire proprio mentre smonta il personaggio pezzo per pezzo. Amanda Sandrelli lavora per sottrazione: Anna è quella che osserva, assorbe, vacilla. Non cerca la trasgressione come bandiera, ma come scossa cardiaca.
La soluzione? Non è così semplice come “aprire la coppia” o “lasciarsi”, anche se la provocazione arriva. La vera questione è più spietata: quanta parte di noi abbiamo sacrificato sull’altare della tranquillità? E quanto desiderio siamo disposti a rischiare pur di non perdere l’equilibrio? Si ride molto. Ma si esce con una sensazione meno leggera del previsto.
Perché il desiderio non muore di colpo. Si organizza. E quando si organizza troppo, comincia a somigliare a una riunione di condominio.