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Dall’incontro tra Barovier&Toso Arte e Fabrizio Plessi nasce Perdersi in un bicchier d’acqua, la nuova sorprendente mostra del maestro della videoarte, inaugurata a fine novembre e visitabile fino al 21 giugno 2026 nelle sale di Palazzo Barovier&Toso, in Fondamenta Manin a Murano.
La più antica vetreria del mondo (le cui radici risalgono al 1295), allontanandosi dal design, ha scelto con convinzione di rivolgersi a Fabrizio Plessi, un pioniere visionario dell’integrazione tra arte, tecnologia e natura, per dare forma all’elemento che più di ogni altro racconta la vita. l’acqua. Il titolo svela l’anima della sua visione: questa espressione italiana, che descrive il paradosso di essere sopraffatti da qualcosa di apparentemente marginale, cattura l’essenza della filosofia di Fabrizio Plessi, secondo cui le forme più elementari possono contenere infinite complessità e ciò che appare semplice e quotidiano, come un bicchiere o l’acqua, diventa la chiave per esplorare emozioni profonde e trasformazioni poetiche. Accogliendo l’invito, Fabrizio Plessi, nella sua prima vera mostra dedicata al vetro, ritorna alle origini della materia, esplorando i suoi archetipi più iconici, la bottiglia e il bicchiere, trasformando queste forme simboliche in sculture visionarie. Bottiglie e bicchieri si solidificano nel gesto dell’acqua in movimento, sospesi tra quiete e tempesta non più come oggetti d’uso, ma come presenze vive: flussi di energia in cui la turbolenza diventa materia, luce, reinventando il vetro di Murano come emozione pura. «Ho fatto pace con il vetro». Fabrizio Plessi lo dice con la voce di chi ha attraversato una lunga distanza, non solo materiale ma interiore. «Per anni ho avuto diffidenza verso il vetro, non mi piaceva, troppo rigido, troppo chiuso per la mia idea di fluidità. In questa avventura gigantesca l’ho sperimentato e solo allora l’ho amato per la sua leggerezza, trasparenza, eleganza, fluidità. Ho cercato di rendere fluido un elemento duro, quasi testardo. Mi piace l’idea che nessuno abbia mai pensato di avvicinarsi a un bicchiere d’acqua come ho fatto io. Il contenuto diventa un contenitore. Anche il titolo è paradossale: perdersi dove uno non si perderebbe mai. Ma io amo i paradossi, le illogicità». Accanto ai vetri, i disegni rivelano la genesi delle forme realizzate, configurandosi come testimonianze del processo creativo e come un omaggio a Barovier&Toso, simbolo dell’incontro tra visione artistica e maestria artigianale. La monumentale installazione ad anello, in dialogo con quattro storici lampadari della vetreria, pervasa da immagini e suoni d’acqua, evoca l’incontro fra l’elemento liquido che identifica Plessi e il fuoco delle fornaci muranesi, metafora della fusione tra ispirazione e tecnica. Tra arte contemporanea e tradizione, anche la bottiglia di profumo “Movimenti dell’anima” riprende la geometria dell’anello e le forme turbolente delle sculture in vetro. «Ho realizzato una piccola chicca, una bottiglia di profumo e un cerchio gigantesco, di oltre otto metri, in questa scultura grandiosa ho inserito centinaia di led luminosi. Rappresenta in parte il mio autoritratto, perché io amo la rotondità della vita». Un saggio di Bruno Corà, presidente della Fondazione Burri, definisce Plessi: «Il più veneziano degli artisti contemporanei per empatia fisica e destino poetico». Corà sottolinea come, nella sua lunga carriera, l’artista «ha esaltato e celebrato l’acqua e la luce, ma anche la materia in tutte le sue fogge, elementi primari della vita sul pianeta e della storia di Venezia». È un tributo all’energia della città lagunare, ma anche un atto di riconciliazione tra arte contemporanea e artigianato, tra linguaggio dei nuovi media e tradizione millenaria del vetro. Con Perdersi in un bicchier d’acqua, Barovier&Toso Arte riafferma felicemente il proprio ruolo di custode e sperimentatore del vetro di Murano aprendosi al dialogo con l’arte contemporanea, con Plessi che ha saputo magistralmente trasformare la tradizione in energia visionaria. E così in un bicchier d’acqua, ci si perde davvero, ma solo per ritrovarsi dentro la bellezza.