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La quinta edizione di Venere in Teatro porta la danza contemporanea a Forte Marghera dall’1 al 21 settembre. Diciannove artisti e compagnie internazionali, performance inedite e formati sperimentali compongono un festival che fa delle “mezze stagioni” il filo conduttore di un’indagine sul cambiamento e sulla trasformazione.
C’è un tempo dell’anno in cui l’aria cambia passo: la luce si fa obliqua, il vento trattiene insieme l’eco dell’estate e l’avvento dell’inverno. Sono Le mezze stagioni, quelle che molti sostengono siano scomparse, ma che nel silenzio delle trasformazioni continuano ad inseguire il ritmo delle nostre vite. È a questa soglia del tempo – al passaggio, al mutamento, alla tensione tra nascita e declino – che guarda la quinta edizione di Venere in Teatro, il festival di danza contemporanea curato da APS Live Arts Cultures in collaborazione con Perypezye Urbane, in programma dall’1 al 21 settembre a Forte Marghera. Il tema 2025 parte proprio dall’espressione popolare “non ci sono più le mezze stagioni”, per farne terreno di indagine artistica: un’occasione per interrogare, attraverso il corpo, le nozioni di evoluzione e involuzione, di innovazione e decadimento, di variazione come costante della vita. Nove serate aperte al pubblico, con diciannove compagnie e artisti ospiti, compongono un mosaico di linguaggi e formati: prime assolute, performance site-specific, creazioni partecipative, studi di nuove produzioni e lavori di lunga durata che il pubblico può abitare liberamente.

Il Festival si apre con un progetto di comunità: dall’1 al 4 settembre, la coreografa Chiara Frigo guiderà un workshop che coinvolgerà una trentina di partecipanti, trasformando il percorso creativo in una performance collettiva, gratuita e aperta a tutti. A seguire, si alterneranno artisti affermati e giovani voci della scena contemporanea, con presenze internazionali dalla Polonia, dalla Finlandia e dalla Svizzera, grazie alla collaborazione con Pro Helvetia. Accanto alle performance, Venere in Teatro propone talk, installazioni di screendance e momenti di convivialità, rafforzando il ruolo di Forte Marghera come spazio di incontro e laboratorio vivo per le arti performative. Un’attenzione particolare è rivolta alla creatività emergente e alla sperimentazione di formati che superano i confini tradizionali tra palco e platea: danze che attraversano gli spazi aperti, dialogano con architetture, suono e luce per farsi esperienze immersive.
Nell’attuale panorama, segnato da cambiamenti tragici e profondi nelle politiche culturali nazionali, Venere in Teatro rinnova il proprio impegno nel sostenere la ricerca artistica e nell’offrire al pubblico uno sguardo plurale, aperto e curioso. È un invito a sostare in quel tempo sospeso che precede ogni trasformazione, a riconoscere la bellezza e la fragilità delle transizioni, a lasciarsi sorprendere da ciò che muta.