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Torna l’appuntamento firmato Biennale con il grande cinema del passato, restaurato e restituito a nuovo splendore dalle principali cineteche di tutto il mondo.
In un’epoca segnata dal digitale e dal virtuale, il cinema, con la sua magia tangibile di esperienza collettiva, resiste e continua ad attrarre il pubblico con le sue immagini più iconiche e riconoscibili. È il richiamo del grande schermo, la passione per i classici che hanno scolpito il nostro immaginario, la ricerca di emozioni autentiche e condivise. A conferma di questo amore mai sopito, torna a Venezia Classici Fuori Mostra, l’appuntamento collaterale de La Biennale di Venezia che porta il cinema restaurato direttamente in sala, precisamente al Multisala Rossini. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con Circuito Cinema del Comune di Venezia, l’Università Ca’ Foscari e l’Università IUAV di Venezia, si inserisce nel solco di Venezia Classici, la sezione della Mostra Internazionale curata da Alberto Barbera con la collaborazione di Federico Gironi. Dal 2012, questo progetto riscuote un crescente successo, presentando in anteprima mondiale i migliori restauri di film del passato realizzati nell’ultimo anno. Classici Fuori Mostra ne è la naturale derivazione, pensata per dialogare con un pubblico di ogni età.
La rassegna, in programma dal 21 gennaio al 29 aprile, propone ogni mercoledì alle 19 un viaggio attraverso 12 pellicole intramontabili, presentate in versione originale con sottotitoli italiani. Ogni proiezione sarà introdotta da critici e docenti, offrendo chiavi di lettura e approfondimenti. Il percorso spazia dal cinema internazionale a quello italiano, aprendo con il noir americano Thief di Michael Mann e chiudendo con la commedia malinconica La finestra sul Luna Park di Luigi Comencini. L’idea coinvolge un pubblico trasversale, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni. Per questo sono previste facilitazioni dedicate con un biglietto per gli studenti fissato a soli 3 euro e riduzioni disponibili anche per abbonamenti. Un investimento sul futuro della cinefilia, per far scoprire ai più giovani la potenza emotiva e narrativa di opere che hanno fatto la storia, ora restituite a una nuova vita grazie a interventi di restauro digitale che ne esaltano la fotografia e il suono, pur preservandone l’anima analogica.