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All’Arsenale, la terza edizione della kermesse dedicata al “saper fare” trasforma spazi storici in luoghi di incontro e innovazione: oltre 160 maestri artigiani mostrano eccellenze, tradizione e mestieri da riscoprire, promuovendo sostenibilità, inclusione e dialogo generazionale.
L’Arsenale con i suoi spazi pubblici recuperati e resi disponibili in forma temporanea e non vincolante, diventa un luogo di incontro e confronto tra realtà produttive locali e operatori nazionali e internazionali. È un modello virtuoso che valorizza le eccellenze del territorio, favorisce relazioni professionali e culturali, e promuove attività pienamente coerenti con i principi di sostenibilità, inclusione e rigenerazione urbana
Fabrizio D’Oria
Mani, occhi e storie: questi gli elementi autentici di un racconto di successo che non è mera vetrina, ma necessaria messa a sistema di una tradizione secolare, quella dei mestieri, espressione di una identità profonda e riconosciuta attraverso la quale l’Italia in modo capillare, e Venezia con sue modalità peculiari, sono state protagoniste indiscusse nel panorama internazionale dei manufatti artigianali. Il Salone dell’Alto Artigianato Italiano, giunto alla sua terza edizione che si svolge dal 2 al 5 ottobre negli spazi dell’Arsenale Nord, riveste un ruolo fondamentale nella valorizzazione del “saper fare”, nella riscoperta di mestieri più o meno dimenticati e, conseguentemente, nella trasmissione corretta degli stessi. Il Salone, infatti, oltre a mostrare incredibili manufatti rigorosamente realizzati a mano, prodotti finiti provenienti da tutta Italia, punta a dare spazio al confronto tra operatori, pubblico e istituzioni rendendosi ponte generazionale e culturale, senza perdere la propria essenza originaria, ossia quella di saper traghettare e rivisitare in chiave contemporanea questi saperi e queste abilità altrimenti destinati all’estinzione. La volontà, senza retorica né auto-celebrazione, è quella semplicemente di lavorare, creare, innovare puntando sulla formazione, sulla trasmissione di saperi e sul dialogo tra tradizione e innovazione per un artigianato “autentico” che sappia guarda al futuro senza mai perdere l’anima e le radici del proprio profondo sapere. Il Salone è dunque non solo un mercato, ma soprattutto un’opportunità di guardare più lucidamente e virtuosamente verso il futuro. L’iniziativa, promossa dal Comune di Venezia e organizzata da Vela Spa, si inserisce nel più ampio progetto Venezia e la sua laguna: gestione e valorizzazione dei flussi turistici sostenuto dal Ministero del Turismo, progetto che ha l’obiettivo di tutelare e rilanciare i Comuni a vocazione turistico-culturale legati al patrimonio Unesco. Partner della manifestazione sono Regione Veneto, Camera di Commercio Venezia e Rovigo, CNA Venezia, Confartigianato, Fondazione Musei Civici Venezia, Venis, AVM Spa, Gruppo Veritas, Intesa Sanpaolo, Generali Italia e Consorzio di Tutela della DOC Prosecco. Il visitatore viene condotto in un luogo già di per sé magico e tradizionalmente produttivo come lo storico Arsenale lungo un itinerario fatto di emozioni e bellezza. Un viaggio nel tempo e nello spazio, da nord a sud, da est a ovest, dove si incontrano epoche e territori, conoscenze antiche e innovazioni contemporanee. Le aree espositive dell’Arsenale si ampliano per accogliere l’incredibile varietà e qualità dell’artigianato italiano: oltre 160 maestri artigiani, ciascuno con la propria storia, il proprio segno, la propria visione, con la presenza di ben 40 veneziani, a ben restituire la profondità del legame tra la città e il saper fare. Non solo gioielli e accessori, sculture e opere artistiche, arredo e complementi, rilegatura e lavorazione della carta, illuminazione e lavorazione dei metalli, lavorazione del marmo e delle pietre, arte del vetro, merletti e tessitura, restauro artistico e conservativo, rivestimenti artistici, liuteria, alta sartoria e lavorazione della cartapesta, pianoforti, ombrelli, calzature: l’edizione 2025, infatti, accoglie anche nuove eccellenze con più di 90 dimostrazioni dal vivo. È il caso, per esempio, dei maestri nell’intreccio vegetale di salice e midollino e degli artigiani che plasmano rivestimenti in pelle per arredi di lusso, i quali prendono per mano i visitatori in quello che è a tutti gli effetti un autentico viaggio sensoriale. In mostra anche le corde degli strumenti musicali, invisibili protagoniste di ogni concerto, e molte altre meraviglie, tutte unite da un unico filo conduttore: l’eccellenza. Non poteva in questo contesto naturalmente mancare il Consorzio Promovetro Venezia, ambasciatore delle tecniche vetraie muranesi, che qui porterà in scena il savoir-faire dei suoi maestri, custodi di una tradizione secolare capace di stupire il mondo. Accanto a loro, le impiraresse, depositarie di un mestiere tramandato di generazione in generazione, e le merlettaie, interpreti di una raffinata tecnica artigianale che ha radici profonde nella storia lagunare. Il Salone è un racconto corale fatto di mani che sanno mirabilmente plasmare, di occhi che sanno vedere oltre l’orizzonte quotidiano, di materiali che si lasciano trasformare in bellezza.