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Seconda attesissima stagione

Il ritorno di Titizé: Daniele Finzi Pasca sul successo e il futuro dello spettacolo
di Mariachiara Marzari

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Ci siamo, dopo una lunga tournée di successo, torna dove ha avuto tutto inizio Titizé. A Venetian Dream. Il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale riporta in scena al Goldoni la formula di spettacolo d’intrattenimento, commedia dell’arte, acrobazia, clownerie, musica, dove domina l’atmosfera sospesa e delicata del sogno.

Immaginata per un pubblico locale e internazionale, ma soprattutto intergenerazionale, che nelle notti estive veneziane ha voglia di immergersi in un viaggio onirico. Dopo un anno di spettacoli ora tutti gli ingredienti sono perfettamente amalgamati e i protagonisti – un cast di dieci talentuosi interpreti – hanno fatto dell’improvvisazione un’arte, andando ad arricchire di sera in sera la complessa articolazione dei diversi quadri che compongono lo spettacolo, tra innovazione e tradizione. La narrazione, apparentemente frammentata ma profondamente allusiva, si sviluppa in un gioco caleidoscopico che intreccia diversi piani di significato, rievocando un iperbolico grammelot.
Un ritorno che è foriero anche di nuovi progetti. Abbiamo incontrato, prima della seconda attesissima stagione – a partire dal 9 luglio – Daniele Finzi Pasca, autore e regista di Titizé.

Dopo una tournée che vi ha visto protagonisti di sold-out a Parigi, La Rochelle, Bergamo, Milano e a Napoli, tornate finalmente a Venezia. Prima di entrare in scena al Teatro Goldoni per una programmazione estiva che si preannuncia “spettacolare”, una riflessione sulla strada percorsa. Cosa ha significato per lei e per la sua compagnia quest’anno di Titizé?
È stato un anno carico di emozioni, di incontri con una critica entusiasta e oltre 60mila spettatori, un pubblico caloroso di città che seguono da tempo il nostro lavoro. Tanta emozione e la certezza che dopo questa prima tournée internazionale, a partire dalla prossima stagione, ritorneremo presto a New York, Montréal, Londra, in America Latina e molto probabilmente in Oriente.

Titizé. A Venetian Dream, ph. Viviana Cangialosi, Compagnia Finzi Pasca

Come si costruisce uno spettacolo di successo?
Non esiste una formula precisa, io cerco di restare fedele ad uno stile e a una continua ricerca della bellezza, sospesa tra un linguaggio onirico e l’uso misurato e “nascosto” di nuove tecnologie. Cerco di sorprendere e stupire il pubblico, mi circondo dei creatori di sempre, con i quali ogni volta ci spingiamo a esplorare nuove strade. E poi scelgo interpreti e un’equipe tecnica ricchi di talento e di una dose di umanità che li rende leggeri e straordinariamente precisi sulla scena. Il nostro è un teatro empatico: dialoghiamo con ogni singolo spettatore. Noi clown danziamo con il pubblico e per mano lo trasportiamo in mondi rarefatti, di cartapesta, dove però il sudore, il rischio, la sfida costante con le leggi della gravità sono invece tremendamente reali.

Quali novità presenterà l’edizione 2025 di Titizé qui a Venezia?
Porteremo in scena uno spettacolo ancora più “giusto”, affinato nei dettagli e nel ritmo. Ci sarà un fantasma che vola sospeso per i capelli, un ritmo più incalzante per sorprendere e coinvolgere lo spettatore fin dal primo istante.

Il nostro è un teatro empatico: dialoghiamo con ogni singolo spettatore

Nella Stagione 2025/26 tornate sul palcoscenico del TSV, in particolare al Teatro Verdi di Padova per Fuoriserie, con una nuovissima produzione dal titolo Prima Facie. Ci può anticipare qualcosa di questo progetto?
Da anni alterniamo creazioni oniriche, legate a un teatro fisico e visionario, a progetti in cui la parola e la narrazione affrontano temi necessari. Prima Facie di Suzie Miller è un monologo meraviglioso, una scrittura musicale, lucida e complessa. Per Melissa Vettore sarà un’autentica avventura interpretare un’avvocata che dopo aver difeso durante la sua carriera uomini accusati di stupro, si trova a vivere sulla propria pelle questa esperienza. Lo spettacolo, in questo momento, è in scena in oltre quaranta paesi diversi e ci ha onorato che Suzie Miller abbia scelto la nostra compagnia per allestire la versione italiana di questo testo così potente.

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