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Un libro si interroga sul futuro della professione attoriale, concentrandosi sul modello TeSeO – Teatro Scuola Occupazione promosso dalla Regione del Veneto e dal Teatro Stabile del Veneto.
Una volta arrivato alla conferenza stampa di presentazione al Teatro Goldoni, da subito si intuiva che la prospettiva sarebbe stata piacevolmente stravolta, mettendo il palcoscenico al centro di tutto. Proprio sul palco, con vista sulla platea, erano infatti sistemate le sedie per la presentazione di Diventare attori. Dal modello del Veneto all’Europa, libro che attraverso saggi, testimonianze e interviste a protagonisti della scena contemporanea, il libro restituisce un quadro articolato dell’attuale formazione attoriale, che va ripensata alla luce delle trasformazioni in corso. L’invito è di superare la visione parziale dell’attore come semplice interprete, restituendo una figura più complessa: un artista che partecipa attivamente alla creazione dell’opera.
In questo senso il modello TeSeO – Teatro Scuola Occupazione, promosso dalla Regione del Veneto e dal Teatro Stabile del Veneto, rappresenta un caso concreto e già consolidato di integrazione tra formazione e professione, capace di accompagnare gli allievi in un percorso che va dall’apprendimento alla scena, fino al mondo del lavoro. In sette anni di attività, TeSeO ha coinvolto oltre 3mila giovani, superando il 70% di tasso d’occupazione tra gli ex allievi e allieve. La presentazione del volume apre il modello veneto a una dimensione europea grazie all’appuntamento previsto il 10 giugno a Bruxelles, dove il Teatro Stabile del Veneto promuove il workshop internazionale “From SCHOOL to STAGE – Training, Employment and Public Responsibility in European Theatre Academies”. È un’occasione di dialogo tra alcune delle principali accademie teatrali legate ai Teatri Nazionali europei: Scuola del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Academia del Teatro Nazionale di Atene ed École del Teatro Nazionale di Bretagna affronteranno il tema della transizione dalla formazione all’accesso alla professione, con una riflessione sulla responsabilità pubblica delle istituzioni culturali. I teatri nazionali hanno infatti un ruolo decisivo nell’accompagnare i giovani artisti verso la pratica professionale, sostenendone l’ingresso nel sistema teatrale dei rispettivi paesi. L’iniziativa guarda così alla programmazione europea 2028–2034 per rafforzare il dialogo tra politiche culturali, occupazione giovanile, sviluppo delle competenze e programmi di mobilità.

La presentazione è stata occasione di confronto sui temi al centro del volume. Una questione emerge su tutte: non è possibile immaginare il teatro di domani senza interrogarsi oggi su come formare i suoi attori. In questa prospettiva si afferma la centralità dell’attore/autore, non più semplice interprete ma artista che partecipa attivamente alla creazione dell’opera, intrecciando corpo, pensiero, scrittura scenica e responsabilità culturale. A partecipare al confronto, moderati dalla curatrice Valentina Berengo, sono intervenuti Luca Scarlini, scrittore e drammaturgo che ha firmato il contributo L’attore un paradosso; il Direttore della Direzione Formazione e Istruzione della Regione del Veneto, Fabio Menin, che si è focalizzato sulla visione di TeSeO come modello pedagogico capace di generare opportunità lavorative; Manuela Massimi, Componente del Comitato Tecnico di Accompagnamento di TeSeO, che ha raccontato la nascita dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni (ATCG) frutto dell’unione tra Accademia Palcoscenico e Accademia Teatrale Veneto; Carlo Mangolini, Direttore dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, che ha approfondito i temi centrali della pubblicazione, soffermandosi sulla vocazione internazionale dell’ATCG. Nicoletta Robello, infine, in qualità di Coordinatrice didattica dell’ATCG ha rivolto lo sguardo al futuro e ai nuovi modelli pedagogici.
Durante la mattinata, sono intervenuti gli allievi e allieve del III anno dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni in videocollegamento da Bonn, Germania, dove stanno svolgendo l’Erasmus. Hanno concluso l’evento gli allievi e allieve del II anno con un estratto da Gli Innamorati di Carlo Goldoni, per la regia di Giorgio Sangati.