
82. Venice Film Festival

81. Venice Film Festival

80. Venice Film Festival

79. Venice Film Festival

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

The Biennale Architecture Guide
The Laboratory of the Future

The Biennale Arte Guide
Il latte dei sogni

21 giugno 2025

22 giugno 2024

17 giugno 2023

18 giugno 2022
Emanuel Gat torna alla Biennale Danza di Venezia con Five Days in the Sun, nuova creazione per dodici danzatori sulle note della Quinta Sinfonia di Mahler. Un incontro tra musica, movimento e luce che racconta la ricerca di uno dei coreografi più originali della scena contemporanea.
Emanuel Gat, dopo studi musicali, si avvicina al mondo della danza relativamente tardi, a 23 anni. Nasce in Israele, ma dal 2007 risiede e vive in Francia, a Marsiglia. Alla Biennale Danza di Venezia è di casa: da Brilliant Corners del 2011 a Third Song (2015), a Sunny con musiche dal vivo di Awir Leon nel 2016. Ha fondato la propria compagnia nel 2004 e da allora la sua intensa produzione coreografica è stata presentata nei principali teatri e festival di tutto il mondo. Le sue creazioni hanno particolarità uniche.

La musica, talvolta creazione originale, talvolta classica e polifonica, viene utilizzata dai danzatori per esaltarne la pulsazione ritmica, così un passo veloce può richiamare il picco acuto di un violino.
Nel passato Gat ha provato a cambiare la musica su coreografia già definita, creando sconcerto tra gli spettatori per la completa differente percezione del movimento. Anche per questo ai danzatori viene offerta una possibilità di variare in corso d’opera i propri passi.
Talvolta sono invece le linee geometriche degli interpreti a richiamare quelle musicali. Il disegno luci è firmato personalmente da Gat, che ha al suo attivo anche varie installazioni fotografiche. Si muove nello spazio come parte integrante del corpo di ballo, i fasci di luce sono allo stesso tempo danzatori e unici elementi scenografici. I movimenti del corpo sono largamente dominati da ampia estensione articolare e talvolta gli stessi costumi sono utilizzati per ridefinire le linee corporee.

A Venezia vedremo una compagnia rinnovata con dodici danzatori provenienti da tutto il mondo. Il titolo è Five Days in the Sun. La prima assoluta è stata pochi giorni or sono al Montpellier Dance Festival. La critica ne è stata entusiasta, definendo il pezzo “un arazzo” e mettendo in rilievo la capacità di interpretare la Quinta Sinfonia di Mahler da parte del nuovo collettivo, ma non è certamente passato inosservato il contributo della stilista Inez Vicher, le cui creazioni apparivano come vere e proprie “sculture in movimento”. La partitura è la Quinta Sinfonia in do diesis minore di Mahler, capolavoro del tardo romanticismo di inizio Novecento, riflette un periodo particolare della vita del compositore, in quel momento in grave pericolo di vita.
Si apre infatti con la cupa Trauermarsch, per poi andare a chiudersi nella gioia dell’incontro con l’amata, celebrata nel Rondò finale. Gat la definisce “viaggio totale attraverso l’esperienza umana”.