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Il latte dei sogni

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18 giugno 2022
Dal 26 agosto all’1 settembre un grande classico del repertorio comico accompagna il pubblico verso la chiusura della Stagione Lirica 2025-2026.
Insieme a Il barbiere di Siviglia, il più celebre classico del repertorio comico del Teatro La Fenice è senz’altro L’elisir d’amore, «melodramma giocoso» e opera di maggior successo del compositore bergamasco Gaetano Donizetti. Dopo diversi anni in cui nel cartellone feniceo compariva immancabilmente il Barbiere, quest’anno segnerà invece il ritorno dell’Elisir, in programma dal 26 agosto al 1° settembre, come sempre con la regia di Bepi Morassi. Esperto interprete dell’opera buffa, Morassi unisce nella sua regia il rigore filologico nella ricostruzione delle scene e degli sgargianti costumi, ricavati dai bozzetti della prima assoluta al Teatro della Cannobiana di Milano del 1832, a un gusto personale per la spettacolarizzazione e la resa quasi cabarettistica di talune scene, pienamente confacente allo stile dell’opera, in osservanza al principio da lui più volte ribadito per cui «il fine del teatro è meravigliare». In questo senso, caratteristica delle regie di Morassi che accresce il coinvolgimento emotivo del pubblico è lo sfondamento, sapientemente dosato, della quarta parete, con l’utilizzo della platea come spazio per l’ingresso a sorpresa dei personaggi.
La regia di Morassi, poi, è particolarmente efficace nell’accentuare la caratterizzazione dei personaggi, talora donando loro qualche tratto che favorisce l’immedesimazione dello spettatore contemporaneo pur mantenendo l’ambientazione fiabesca e atemporale che il genere impone, cosa particolarmente evidente nelle entrate scenografiche del dottor Dulcamara, il ciarlatano imbonitore che vende a Nemorino il favoloso elisir d’amore della regina Isotta. A proposito di Dulcamara, nell’opera buffa rossiniana, entro il cui tracciato il Donizetti s’iscrive perfettamente, il ruolo del basso buffo è, sia a livello di intreccio comico che di partitura, paragonabile per importanza a quello dei protagonisti. Nel cast di alto profilo cui è affidata la rappresentazione fenicea questo ruolo spetta a Bruno Taddia, che in questi panni si è esibito in un paio di occasioni, dopo aver interpretato nella medesima opera anche il ruolo di Belcore, il rivale in amore di Nemorino. Taddia è in realtà – come spesso accade – un baritono quanto a estensione vocale, ma sin dalle sue prime apparizioni come Bartolo nel Barbiere si è distinto nel ruolo di basso buffo, approfondendo la tecnica di una parte per definizione non facile (ancorché la partitura di Dulcamara presenti meno asperità e abbellimenti rispetto a quelli del migliore Rossini).