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Ospitata a Pieve di Cadore, Tiziano e il paesaggio. Dal Cadore alla Laguna celebra i 450 anni dalla morte di Tiziano. La mostra mette a confronto la Pala Gozzi e la xilografia della Sommersione dell’esercito del Faraone, rivelando il paesaggio come protagonista del linguaggio narrativo dell’artista.
Io ho amato la mia cara patria et cercato d’honorarla sempre et favorire le cose sue
Lettera di Tiziano alla Magnifica Comunità di Cadore
Ospitata nel Salone del Consiglio del Palazzo della Magnifica Comunità a Pieve di Cadore, la mostra Tiziano e il paesaggio. Dal Cadore alla Laguna inaugura le celebrazioni per i 450 anni dalla morte di Tiziano Vecellio, intrecciandosi simbolicamente con l’anno dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano-Cortina. Il cuore dell’esposizione è il dialogo inedito tra due opere fondamentali della prima maturità dell’artista: la monumentale Pala Gozzi, eccezionalmente giunta dalla Pinacoteca Civica di Ancona, e la straordinaria xilografia della Sommersione dell’esercito del Faraone nel Mar Rosso, proveniente dai Musei Civici di Bassano. Diverse per tecnica e destinazione, le due opere si confrontano sul terreno comune del paesaggio, che in Tiziano non è sfondo ma struttura narrativa, luogo di tensione simbolica, politica ed emotiva. Dalla prima veduta pittorica moderna della laguna veneziana alla città immaginaria, dai tratti nordici, che emerge dalle acque della xilografia, il paesaggio diventa protagonista e strumento di lettura del presente storico.

La scelta della sede non è neutra: collocare qui il confronto tra la Pala Gozzi, unica opera in cui il Maestro si firma “Titianus Cadorinus”, e la Sommersione del Faraone significa inscrivere la ricerca su Tiziano nel cuore storico e civico del Cadore, nel luogo che rappresenta l’unità e l’identità della comunità da cui il pittore proviene. L’operazione espositiva si fonda su una fitta rete di collaborazioni istituzionali che ne rafforzano il valore scientifico e culturale. Accanto alla Magnifica Comunità di Cadore e alla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, il progetto coinvolge musei, enti pubblici e partner internazionali, configurandosi non come punto di arrivo ma come l’avvio di un percorso di ricerca. Emblematico è lo scambio con la Diocesi di Treviso: durante l’assenza della Pala Gozzi la Pinacoteca di Ancona accoglie L’Annunciazione proveniente dalla Cappella Malchiostro del Duomo di Treviso, anch’essa del 1520, aprendo un ulteriore filone di confronto critico. Fondamentale è anche il catalogo, che accompagna la mostra con saggi critici sulle opere esposte e sul paesaggio tizianesco. Tra questi, assume particolare valore il contributo di Augusto Gentili, fra i massimi esperti di pittura veneta del Rinascimento e studioso di riferimento per Tiziano, recentemente scomparso. Ideata da Bernard Aikema e curata da Thomas Dalla Costa, la mostra si configura dunque come una mostra-dossier: non un evento meramente celebrativo, ma un dispositivo di ricerca e confronto che guarda a sviluppi futuri, dalla nuova esposizione prevista in estate al convegno internazionale in programma nel 2027. Un laboratorio attivo che riafferma il Cadore come luogo vivo di studio su Tiziano e sulla sua eredità europea.
