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Dal 13 dicembre Berggruen Arts & Culture presenta Eisfeld II, l spettacolare pista di ghiaccio di 100 metri quadrati allestita nell’elegante sala da ballo di Palazzo Diedo.
Per una volta parliamo sì di AI, ma con intenzioni tradizionali, cioè per indicare la stagione Autunno/Inverno! Sarà infatti il Natale o saranno i prossimi Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, sta di fatto che a Venezia sta salendo la “febbre del ghiaccio”. Archiviata la Biennale Architettura 2025, la città si stava accingendo a un dolce e caldo letargo artistico – dicembre e gennaio sono mesi in cui tutto rallenta – e invece si aprono nuove mostre, si svolgono incontri e performance e si inaugurano sorprendenti installazioni. E proprio sorprendente, è il caso di dirlo, è l’azione di Berggruen Arts & Culture che presenta sabato 13 dicembre, nella sua sede ormai consolidata di Palazzo Diedo, una spettacolare installazione di ghiaccio Eisfeld II dell’artista di fama internazionale Olaf Nicolai. Il termine tedesco Eisfeld significa letteralmente “campo di ghiaccio”. Eisfeld II, che proseguirà fino al 22 febbraio 2026, consiste in una pista di 100 metri quadrati allestita nell’elegante sala da ballo affrescata al primo piano dell’antico palazzo settecentesco.
L’installazione ambientale si raffredda progressivamente con il procedere della mostra, pur trovandosi in uno spazio chiuso, e viene accompagnata da una colonna sonora originale della band berlinese To Rococo Rot, diffusa attraverso sei altoparlanti collocati intorno alla pista per amplificare i movimenti dei visitatori mentre pattinano. Presentata per la prima volta nel 2001 al Migros Museum für Gegenwartskunst di Zurigo, Eisfeld, nato come spazio aperto, accessibile e versatile, viene ora reinterpretato per Palazzo Diedo.

In Eisfeld II, una pista di pattinaggio immersa in un’imponente atmosfera barocca e realizzata con tecnologie avanzate per la produzione di ghiaccio artificiale, Nicolai rinnova il dialogo tra i concetti di “Enjoy” e “Survive”, reinterpretati attraverso pannelli luminosi in chiave contemporanea. Le due light box dell’artista, ENJOY/SURVIVE I & II, collocate alle estremità della pista, invitano i visitatori a riflettere sul delicato equilibrio tra il piacere e la sopravvivenza, trasformando l’esperienza del pattinaggio in una meditazione sensoriale e concettuale. L’opera di Olaf Nicolai si inserisce nel contesto monumentale di Palazzo Diedo caratterizzato da dodici interventi site-specific e permanenti realizzati da altrettanti artisti di fama internazionale come Urs Fischer, Piero Golia, Carsten Höller, Ibrahim Mahama, Mariko Mori, Sterling Ruby, Jim Shaw, Hiroshi Sugimoto, AYA TAKANO, Lee Ufan, Liu Wei e Marcantonio Brandolini d’Adda. Ancora una volta, e questa volta in maniera assolutamente eclatante, Olaf Nicolai crea paesaggi artificiali e scenari urbani fuori scala e fuori contesto per liberare attraverso la sua ricerca concettuale l’arte dalle forme classiche di rappresentazione, lasciando lo spettatore in bilico tra un fantastico non-sense e una concreta presa d’atto della realtà.