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Tra Ca’ Tron e Murano oltre 50 artisti e designer internazionali: il progetto di Adriano Berengo rilancia il dialogo tra sperimentazione contemporanea e maestria vetraria, spingendo il vetro oltre il medium.
Come la materia del vetro sempre in trasformazione, anche Glasstress, che di essa si nutre, è sempre in evoluzione. Lasciato alle spalle il periodo delle vernici Biennale, l’atteso progetto internazionale ideato da Adriano Berengo nel 2009, che ha aperto la sua fornace alla sperimentazione contemporanea creando uno spazio in cui gli artisti possono progettare e realizzare opere in vetro a stretto contatto con i maestri muranesi, inaugura finalmente il 12 luglio. Lo storico palazzo sul Canal Grande, Ca’ Tron a Venezia e la Fondazione Berengo Art Space a Murano si aprono agli oltre 50 artisti e designer internazionali invitati dai curatori, lo stesso Adriano Berengo e Joanna De Vos e Umberto Croppi, a esplorare il potenziale espressivo e trasformativo del vetro. Ispirato dalla Fucina degli Angeli di Egidio Costantini, che negli anni ‘60 permise ad artisti come Picasso, Chagall e Cocteau di lavorare con il vetro, Adriano Berengo porta avanti questa visione di collaborazione creativa, operando di fatto un’apertura alle potenzialità artistiche della materia vetro e al contempo tutelando il sapere secolare unico ed inestimabile della tradizione dei maestri vetrai muranesi. Glasstress dà vita così a un percorso sempre nuovo e inaspettato che attraversa pratiche e linguaggi diversi, dalla scultura alla performance, dal design all’installazione immersiva, ridefinendo il ruolo del vetro nel panorama artistico contemporaneo internazionale: da Marina Abramović a Ai Weiwei, da Vanessa Beecroft a Monica Bonvicini, da Judy Chicago a Zheng Chongbin e Tony Cragg, da Jan Fabre a Fathi Hassan, da Marlène Huissoud a Marya Kazoun, da Karen LaMonte a Paul McCarthy, da Yue Minjun ad Adrian Paci e Cornelia Parker, da Penzo+Fiore a Jaume Plensa, da Laure Prouvost a Arne Quinze, da Tobias Rehberger a Thomas Schütte, da Sean Scully a Marinella Senatore, da Koen Vanmechelen a Joana Vasconcelos, da Erwin Wurm a Qi Zhuo. È evidente come negli anni Glasstress abbia saputo coinvolgere una comunità di artisti internazionale affermati che hanno sfidato il vetro alle loro personali esigenze creative grazie al supporto dei maestri vetrai muranesi, capaci a loro volta di tradurre tecniche tradizionali in pratiche avanzate di trasformazione della materia. Il risultato è uno spettacolare e attesissimo nuovo capitolo espositivo, un nuovo territorio creativo dove trasparenza, colore, forme e volumi mostrano massima libertà espressiva, iscrivendosi di fatto in un nuovo linguaggio dell’arte oltre il medium.