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Alla Biennale Danza 2026 debutta in prima mondiale Scirocco, il progetto di WINNDance che riunisce grandi interpreti over 40 della danza internazionale in un omaggio a Venezia firmato da John Neumeier e altri importanti coreografi.
WINNDance, ovvero When, If Not Now. A Stoccarda all’ombra del grande Neumeier si sono incontrati Slava Tütükin, dalla scuola Vaganova a solista al Mikhailovsky Theatre, e Marijn Rademaker, per anni uno dei primi ballerini allo Stuttgart Ballet (giovanissimo lo ricordiamo a MilanOltre 2020 nel solo Äffi, creato per lui da Marco Goecke). L’idea è di riportare la grande danza sui palcoscenici costituendo un ensemble con alcuni dei maggiori interpreti classici over 40, che per questioni anagrafiche stanno abbandonando i propri prestigiosi ruoli nelle grandi Compagnie.
Un progetto a cui vanno ad affiancarsi percorsi di formazione per i giovani e laboratori di pratiche coreutiche. Per la prima uscita mondiale WINNDance sceglie Venezia, la Biennale di Wayne McGregor, il cui titolo nel ventennale, non a caso, è proprio Time Does Not Exist.

I protagonisti sono nomi carismatici e amatissimi dal pubblico. Per citare solo le italiane: Silvia Azzoni, per due decenni prima ballerina all’Hamburg Ballet e che ricordiamo alla Fenice nel 2020 in Duse nel ruolo di Sarah Bernhardt; Mara Galeazzi, prima ballerina al Royal Ballet (sua l’interpretazione di Virginia Woolf con McGregor nel 2017 in Woolf Works); Giulia Tonelli, prima ballerina al Balletto di Zurigo.

Il titolo del lavoro è Scirocco, composto di due capitoli di diverso umore e stile, entrambi dedicati alla nostra città. Il primo è Morte a Venezia tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Mann con un acculturato sfondo nietzschiano di superamento del dualismo apollineo dionisiaco. Coreografie di Imre & Marne van Opstal (molte le loro creazioni per Nederlands Dans Theater e attività di formazione in Italia), Omar Román De Jesús e Rainer Behr.
Il secondo episodio, Il ponte dei sospiri, porta la firma di John Neumeier con musiche di Šostakovič, Hollaender, Weill e costumi di uno dei partner di WINNDance: Boss. È un classico del repertorio dell’Hamburg Ballet presentato per la prima volta nel 1985. Quattordici i danzatori in struggenti scene di nostalgia e ricordo: «When I was a young man/courting the girls/I played me a waiting game», mi risuonano ancora le note di September Song con la voce di Frank Sinatra.