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Terapia d’urto

A Samira Elagoz il Leone d'Argento per l'innovazione della 50. Biennale Teatro
di Loris Casadei
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All’artista finnico-egiziano Samira Elagoz il Leone d’Argento della 50. Biennale Teatro diretta da Stefano Ricci e Gianni Forte. La cerimonia di consegna si svolgerà venerdì 1 luglio, alle ore 12 a Ca’ Giustian, seguita da una conversazione aperta al pubblico.

Samira Elagoz, flirtando con le possibilità infinite del mezzo performativo, plasma un linguaggio originale offrendoci – al fine di sperimentare il proprio percorso gender in mutazione come bacchetta rabdomantica espressiva – un marchio unico di performance-reportage, di multimedia happening e di docu-fiction (Ricci/Forte)

Useremo il maschile. Samira ce lo ha permesso dato che si dichiara “transmasculine con un passato dall’alto contenuto femminile”; il noi plurale è troppo complicato per la scrittura e comprensione del testo. Il primo incontro con il Leone d’Argento Samira Elagoz (Helsinki, 1989) risale al 2017 al Festival di Santarcangelo. Il suo spettacolo, che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo con oltre cinque anni di presenza sulle scene, era Cock Cock…Who’s There?, con un doppio rimando nel titolo, uno allusivo ad una nota applicazione social, l’altro…credo non occorra tradurre. La performance era un ibrido tra documentario di storia personale vissuta, racconto teatrale e spettacolo puro. Nella produzione Samira utilizzò diverse piattaforme di incontro come strumento per stabilire un primo contatto con sconosciuti casuali e indagare, riprendendo sé stesso e l’interlocutore, il tema del desiderio, della relazione uomo-donna, dell’intimità e della violenza nel rapporto. Sul palco al contempo si svolgeva la ricostruzione e la denuncia di uno stupro subito. Un vero pugno nello stomaco, anche se con qualche divagazione ironica. La presenza del performer in scena allora era quella candida e pulita di una giovane donna. Decisi di abbassare gli occhi non sopportando la scena finale: il video si riempiva del suo viso e dalla bocca defluivano saliva e sperma, gli occhi rivolti allo spettatore. Come Samira poi spiegò, scelse quell’immagine perché la bocca è il luogo più intimo di un essere umano, forse anche di un mammifero; il sesso è lontano e lo si può dimenticare, immaginare come qualcosa che non fa parte di sé, ma non la bocca.

Seek Bromance, Samira Elagoz

La sua affermazione come performer si consolidò a Impulstanz, dove nel 2017 vinse il Prix Jardin d’Europe con il sopracitato Cock Cock… Who’s There?. I temi dell’artista finno-egiziano si muovono costantemente tra l’esplorazione dei sessi, dei generi, dei desideri in una archeologia sociale che indaga gli esseri umani impietosamente, pur senza trascurare un certo romanticismo digitale sui generis. Il tono non è quello di una denuncia: tutto, a partire dal racconto degli stupri subiti, è raccontato in modo asettico. Il narratore non si identifica nella vittima, ma come parte del mondo che viene raccontato.
Nel 2016 esce anche un suo film, Craigslist All Stars, di nuovo una piattaforma molto usata negli Stati Uniti per ogni genere di scambio, dove Samira posta ad esempio un messaggio di questo genere: «Voglio fare l’amore con un uomo sposato nella sua casa mentre sua moglie è presente. Qualche interessato?». E dichiara: «la prima volta che ho avuto l’idea di filmare degli sconosciuti è stato perché volevo scappare dal lavoro in studio e dalla collaborazione con professionisti, volevo lavorare su un progetto improvvisato e senza copione, con persone che non avevo mai incontrato prima».
A Venezia il Leone d’Argento presenterà alla Biennale Teatro a Seek Bromance, pièce concentrata stavolta su un unico soggetto, Cade Moga, un artista trans. La pandemia ha impedito lo sviluppo di altri incontri, ma Samira non rimpiange la scelta. L’occasione è di demolire un falso mito sui trans, che spesso li vuole soli e problematici. Quest’opera vuole affermare che i «trans protagonisti sono complessi e tormentati, progressisti e ammirevoli…», ma soprattutto ribelli, pieni di amore e creativi.

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alle ore 20:00
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