venicecityguide

Search
Generic filters
Search
Generic filters

Il fabbricante di emozioni

Il romanziere spagnolo Juan Gómez-Jurado si racconta
di Chiara Sciascia
trasparente960

Incontriamo lo scrittore spagnolo Juan Gómez-Jurado, autore della trilogia thriller Regina Rossa, Lupa Nera e Re Bianco che è già un caso letterario da milioni di copie vendute in Spagna e sta facendo il giro del mondo, tradotto in 17 lingue, portato in Italia da Fazi editore, e attesissima serie già in lavorazione per Amazon Prime.

Emozioni collettive è il filo conduttore del Festival delle Idee 2022, che fino al 23 ottobre con incontri, presentazioni e spettacoli si riversa in città, tra Mestre e Venezia, partendo da M9 – Museo del ‘900, fulcro e cuore pulsante dell’iniziativa. Tra i numerosissimi ospiti e appuntamenti in calendario, abbiamo avuto l’occasione e il piacere di incontrare lo scrittore spagnolo Juan Gómez-Jurado, uno che di emozioni ne sa davvero qualcosa, autore della trilogia thriller Regina Rossa, Lupa Nera e Re Bianco che è già un caso letterario da milioni di copie vendute in Spagna e sta facendo il giro del mondo, tradotto in 17 lingue, portato in Italia da Fazi editore, e serie già in lavorazione per Amazon Prime, pronta ad eguagliare il successo del ‘fenomeno’ La casa di carta.
Nato a Madrid, classe 1977, Juan Gómez-Jurado è giornalista e autore di romanzi di grande successo, tradotti in 40 paesi. Nel 2019 pubblica Regina Rossa primo best-seller della trilogia – libro più venduto in Spagna sia in quell’anno che nel 2020, rimasto 115 settimane consecutive in classifica – che vede protagonista la coppia di detective che ha conquistato i lettori di tutto il mondo: la geniale Antonia Scott, definita già “l’erede di Lisbeth Salander” o una “Clarice Starling con l’intelligenza di Hannibal Lecter”, e il fedele collega Jon Gutiérrez, gigante buono, poliziotto gay, esilarante mix tra Don Chisciotte e Sancio Panza. Una Madrid contemporanea fa da sfondo, e da ulteriore personaggio, alle indagini di Antonia e Jon, che perlustrano il mistero nelle sue forme più sconfinate.
Appassionato di libri fin da bambino, Gómez-Jurado è cresciuto credendo nella magia che si sprigiona tra le pagine, nell’immaginazione, trovando ispirazione per i propri personaggi nelle persone che hanno attraversato la sua vita, a partire da mamma e papà. Un narratore dalla freschezza irriverente, capace di divertire senza mai turbare la gravitas dei suoi thriller, libri da oltre 4oo pagine che si leggono tutti d’un fiato.

Lei è un autore di successo, i suoi libri vendono moltissime copie e sono stati tradotti in più di 40 lingue. Antonia Scott e Jon Gutiérrez sono due personaggi molto familiari per schiere di lettori. Come è nata la sua passione per la scrittura e cosa rappresenta per lei scrivere? Quali i suoi riferimenti letterari e i suoi “miti”?
Sono praticamente nato con un libro tra le mani. Ricordo la mia infanzia immersa tra i libri; quando tutti i miei compagni di classe giocavano a calcio, io mi sedevo tranquillo in un angolo del parco giochi a leggere. Nella mia vita sono sempre stato circondato da donne forti, donne che sono state capaci di arrivare molto lontano con poco, come la mia stessa madre, che tanto mi ha ispirato nella creazione di personaggi come Antonia Scott, nonostante lei non credesse nella magia dei libri. Mio padre, al contrario, era una persona per cui l’immaginazione era la cosa più importante, ed è sicuramente anche la figura che ha maggiormente influenzato la mia vita. Questa risoluta volontà di fare bene le cose anche quando si ha tutto contro è ciò che mia madre mi ha lasciato ed è probabilmente la lezione più importante che ho imparato da lei. Tutto questo si trasferisce, senza alcun dubbio, nelle pagine dei miei romanzi. Tolkien, Stephen King e Arturo Pérez-Reverte sono i miei massimi riferimenti, i fari che mi hanno guidato nel diventare, o perlomeno nel cercare di diventare, uno scrittore.

L’approdo consequenziale di questa sua trilogia di enorme successo (Regina Rossa, Lupa Nera, Re Bianco) è una serie tv per Amazon Prime. Inutile quasi citare La casa di carta, ma sono molte le serie spagnole di successo presenti nelle diverse piattaforme. Quale secondo lei l’ingrediente in più, spero non misterioso come la formula della celeberrima bevanda di Atlanta, che decreta il gradimento del pubblico internazionale per le produzioni made in Spain?
Il segreto è il lavoro. In Spagna ci sono dei creativi eccezionali. I professionisti che abbiamo nel nostro Paese non hanno nulla da invidiare (e non è un luogo comune) a nessuna produzione del mondo. Regina Rossa, per esempio, ha avuto un processo di pre-produzione molto lungo per una serie in Spagna, più di tre anni, ma sono molto felice per tutti noi, perché l’obiettivo è sempre stato quello di realizzare una serie di grande qualità. Ho avuto l’immensa fortuna di essere presente dalla prima all’ultima stesura della sceneggiatura, non solo come consulente, ma anche come produttore esecutivo della serie. Una fortuna che pochi autori hanno. Sia Amaya Muruzábal (Dopamine Production) che Koldo Serra (regista) e Adriana Izquierdo (Prime Video Production) mi hanno coinvolto sin dall’inizio in tutte le fasi della lavorazione.

Ricordo la mia infanzia immersa tra i libri; quando tutti i miei compagni di classe giocavano a calcio, io mi sedevo tranquillo in un angolo del parco giochi a leggere.

Antonia Scott, la protagonista della trilogia, è una donna forte dotata di un senso logico ferre. È una donna capace di provare anche emozioni?
Spesso l’intelligenza di qualcuno provoca negli altri una risposta che è un misto di fascino e rifiuto, ed è proprio questo che ho trovato interessante quando ho creato Antonia Scott. Da bambino un giorno incontrai in spiaggia una ragazza un po’ più grande di me che era davvero molto intelligente. Suo padre veniva di tanto in tanto a porle dei quesiti matematici e lei li risolveva sempre. Ricordo che avere la possibilità di parlare con una persona così intelligente mi ha lasciato completamente ammaliato; ho desiderato, perciò, che questo personaggio fosse esattamente così. L’emozione è estremamente soggettiva e non credo che Antonia Scott si emozioni allo stesso modo e per le stesse cose di chiunque altro, ma l’emozione è senza dubbio uno dei suoi tratti distintivi, anche se non si coglie immediatamente.

Search
Generic filters

LINKED ARTICLES

Al via la quarta edizione del Festival delle Idee