
81. Venice Film Festival

80. Venice Film Festival

79. Venice Film Festival

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

The Biennale Architecture Guide
The Laboratory of the Future

The Biennale Arte Guide
Il latte dei sogni
A Palazzo Mora, nell’ambito della piattaforma Time Space Existence di ECC, Portal by A Interiors è un invito a viaggiare attraverso le tradizioni, l’artigianato, i valori culturali, l’identità e l’arte dell’Arabia Saudita. Ce ne parla Alanoud Khalid Mishaal, fondatrice di A Interiors.
La tradizione di materiali e pratiche non è nostalgia, ma continuità: preservare l’identità attraverso la creazione.
A Palazzo Mora, nell’ambito della piattaforma espositiva Time Space Existence dell’European Cultural Centre, Portal by A-Interiors ruota attorno ai portali, tangibili e simbolici, soglia tra passato e presente, tradizione e innovazione. Una testimonianza di resilienza creativa di fronte alle trasformazioni. Questa esplorazione non si svolge attraverso le parole, ma attraverso un linguaggio multisensoriale che si informa di design, simbolismo e narrazione visiva. Ogni portale diventa un passaggio attraverso il tempo, collegando l’eredità antica con l’espressione contemporanea e incoraggiando la contemplazione di ciò che viene portato avanti, trasformato o reimmaginato. Grazie a un’attenta progettazione degli spazi la mostra a Palazzo Mora offre un’esperienza immersiva, dove ogni soglia svela strati diversi di significato, restituendo la ricca storia, la sopravvivenza e l’adattamento della cultura saudita nel mondo contemporaneo. La filosofia di A Interiors è infatti quella di applicare un approccio flessibile e aperto che incorpora elementi chiave della cultura tradizionale con tecniche di progettazione all’avanguardia che massimizzano l’efficienza dello spazio, infondendo allo stesso tempo un uso innovativo dei materiali.
Dopo aver conseguito la laurea in Interior Design presso la Prince Sultan University nel 2010 e un MBA presso la Al Faisal University nel 2013, Anoud Khalid Mishaal ha affinato e perfezionato la sua arte lavorando come freelance su progetti di design. Il desiderio di fare di più, unito alla visione di concettualizzare, orchestrare e sviluppare spazi multifunzionali che bilanciassero forma e funzione, ha portato Anoud a fondare A Interiors. L’obiettivo principale dell’azienda non era solo quello di progettare e arredare residenze e spazi funzionali, ma anche quello di definire e migliorare gli stili di vita. Il continuo successo di A Interiors è attribuibile all’entusiasmo contagioso di Anoud, alla sua attenzione ai dettagli e al suo approccio pratico allo styling, come racconta con lo stesso entusiasmo nell’intervista qui di seguito.
Qual è l’idea alla base del vostro marchio A Interiors? Quali elementi ne definiranno il carattere e lo stile?
A Interiors nasce dalla convinzione che il design debba essere personale, emotivo e duraturo, radicato nella cultura ma aperto all’evoluzione. Il marchio vive all’incrocio tra tradizione e modernità, dove gli spazi diventano storie raccontate attraverso la materialità, le proporzioni e l’esperienza sensoriale. Il suo carattere è definito dalla tensione tra morbidezza e struttura, sobrietà e calore, minimalismo e memoria. Texture naturali, dettagli artigianali e pezzi vintage accuratamente selezionati costituiscono il nostro linguaggio di design, celebrando l’autenticità e la bellezza dell’imperfezione. Ogni progetto è affrontato come una narrazione: stratificato, intuitivo e profondamente connesso alle persone che lo abitano. Il risultato è un’estetica tranquilla ma avvincente: spazi che invitano alla riflessione, onorano l’artigianato e abbinano la raffinatezza al comfort. Soprattutto, A Interiors crea ambienti che sembrano vissuti, amati e duraturi, dove la semplicità porta con sé un’anima.

Quali sono i fondamenti della sua visione dello spazio abitativo, in equilibrio tra modernità e tradizione?
Vedo lo spazio abitativo come un dialogo tra passato e presente, struttura e morbidezza, innovazione e identità. Modernità e tradizione non sono in contrasto, ma si completano a vicenda. Uno spazio diventa senza tempo quando riconosce le sue origini e allo stesso tempo immagina con sicurezza ciò che verrà dopo. In Arabia Saudita, il patrimonio culturale è ovunque: nelle texture del territorio, nel sapere artigianale e nella profonda cultura dell’ospitalità. Reinterpreto queste radici attraverso una lente contemporanea, utilizzando la luce, le proporzioni e l’artigianato per dare una nuova voce a elementi familiari. L’obiettivo non è quello di replicare il passato, ma di evolverlo con intenzione e sensibilità. Quando il design onora la cultura e risponde al modo in cui le persone vivono veramente, l’equilibrio emerge naturalmente: tranquillo, concreto e profondamente umano.
Quali sono le sue fonti di ispirazione?
La mia ispirazione è plasmata dalle esperienze vissute: i viaggi, l’arte, la natura e le relazioni umane. La Grecia influenza continuamente la mia tavolozza: tonalità calde, texture grezze e la serenità della terra che incontra il mare. Parigi ispira il mio amore per la curatela, dove la scoperta di un singolo oggetto vintage può dare vita all’intera direzione di uno spazio. Ma ciò che mi influenza più profondamente è la mia eredità saudita. Il calore dei momenti di convivialità, l’intimità dell’artigianato e la memoria culturale tramandata attraverso materiali e forme. Per me l’ispirazione non è solo visiva, ma anche emotiva. È la calma della luce filtrata sulla pietra o la bellezza che nasce quando il vecchio e il nuovo dialogano tra loro. Il mio lavoro diventa un intreccio di queste influenze: radicate, tattili e personali.

Che ruolo hanno i materiali e le lavorazioni tradizionali e personalizzate nella progettazione e nella creazione dei vari componenti architettonici e d’arredo?
Materiali e lavorazioni tradizionali sono il cuore di A Interiors. I materiali conservano la memoria – che si tratti di pietra, legno o metallo – e le mani che li modellano danno anima allo spazio. Lavorare a stretto contatto con gli artigiani ci permette di fondere tecniche tradizionali e forme contemporanee, garantendo che ogni pezzo sia culturalmente significativo e attinente al nostro modo di vivere oggi. Gli elementi personalizzati conferiscono unicità a ogni progetto, pensato per un luogo, uno scopo e una storia specifici. Questa fusione di tradizione e innovazione dà vita ad ambienti ricchi di profondità: tattili, autentici e silenziosamente lussuosi. La tradizione di materiali e pratiche non è nostalgia, ma continuità: preservare l’identità attraverso la creazione.
Come si combinano funzionalità e bellezza?
Per me, funzionalità e bellezza sono inseparabili. Uno spazio deve innanzitutto supportare la vita al suo interno, attraverso il comfort, la fluidità e la disposizione intuitiva di ogni elemento. Comprendendo come le persone si riuniscono, si muovono e si sentono, la funzione diventa la base da cui può fiorire la forma. La bellezza nasce dai sensi: la sensazione di un materiale, il cambiamento della luce del giorno su una superficie, l’acustica di una stanza, la sottigliezza di un profumo. Quando questi elementi sono orchestrati con intenzione e moderazione, la praticità si trasforma in poesia. La vera bellezza non è decorativa: è vissuta, sperimentata e percepita.
La vostra presenza nella piattaforma Time Space Existence durante la Biennale Architettura 2025. Che valore ha per A Interiors essere presenti in questo contesto? Quali progetti emblematici avete presentato?
Far parte di Time Space Existence durante la Biennale di Architettura 2025 è un momento determinante per A Interiors, un’occasione per partecipare a un dibattito globale sul design, la cultura e il rapporto in evoluzione tra patrimonio culturale e vita contemporanea. La nostra installazione, Beyond the Portal, reinterpreta le tradizioni saudite attraverso un linguaggio architettonico moderno, invitando i visitatori a esplorare l’idea di passaggio tra passato e futuro, artigianato e innovazione, memoria e possibilità. Il portale funge sia da simbolo che da struttura, utilizzando materiali, luce e ritmo spaziale per mostrare come l’identità culturale possa essere onorata pur continuando ad andare avanti. Venezia offre una potente piattaforma per condividere questa prospettiva, posizionando A Interiors al fianco di voci internazionali e rappresentando al contempo la crescente creatività e visione dell’Arabia Saudita.
