VENEZIA NEWS #311-312
VENEZIA NEWS #309-310
VENEZIA NEWS #308
VENEZIA NEWS #306-307
VENEZIA NEWS #304-305

Daily 2025

82. Venice Film Festival

Daily 2024

81. Venice Film Festival

Daily 2023

80. Venice Film Festival

Daily 2022

79. Venice Film Festival

TheBAG 2025

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

TheBAG 2024

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

TheBAG 2023

The Biennale Architecture Guide
The Laboratory of the Future

TheBAG 2022

The Biennale Arte Guide
Il latte dei sogni

Art Night Venezia

21 giugno 2025

Art Night Venezia

22 giugno 2024

Art Night Venezia

17 giugno 2023

Art Night Venezia

18 giugno 2022

Eredità olimpiche

Edoardo Gellner, architettura, paesaggio e modernità alpine tra Cortina e il Cadore
di Redazione VeNews

share:

Dalle Dolomiti degli anni ’50 alle Olimpiadi 2026 le architetture di Edoardo Gellner raccontano una visione moderna e armoniosa della montagna. Dal Villaggio ENI agli edifici iconici di Cortina, l’eredità olimpica fonde sport, design e paesaggio in un unicum senza tempo.

Io penso che ad indirizzare il mio modo di vedere le cose, a suggerirmi un atteggiamento di rispetto e amore per il paesaggio, a spingermi ad attribuire al paesaggio stesso un ruolo e un significato di preminenza, abbia contribuito non poco l’eccezionalità delle situazioni paesaggistiche del luogo in cui mi sono trovato a vivere e a lavorare

Edoardo Gellner (1973)

Finalmente ci siamo: dopo settant’anni la fiamma olimpica torna a Cortina. Sono poche le località che possono fregiarsi di un duplice titolo olimpico e, per questo appuntamento internazionale, la “Regina delle Dolomiti” porta in dote un passato glorioso, fatto di passione sportiva e di un profondo, colto amore per la montagna. Le Dolomiti tornano oggi protagoniste mondiali e l’intera località si prepara ad accogliere quella magica atmosfera già respirata nel 1956. Le gesta del “Rosso Volante” rivivranno nel nuovo tracciato della pista a lui dedicata, la Eugenio Monti per l’appunto, mentre l’Olympia vedrà sfidarsi le migliori sciatrici del nostro tempo e lo Stadio Olimpico si riaccenderà per le competizioni del curling. Ma a dare il benvenuto agli ospiti, accanto al Trampolino Italia, saranno soprattutto le iconiche architetture che caratterizzano il centro di Cortina: il Palazzo delle Poste, il Residence Palace, il Motel Agip, la Casa Giavi e Ca’ del Cembro. Opere nate dalla matita di Edoardo Gellner: non semplici edifici, ma frammenti di una visione unitaria che ha reinventato la modernità alpina. Dal rapporto con il maestoso paesaggio ampezzano dominato dalla Rozes – cima a cui era particolarmente affezionato – e dallo studio della tradizione locale, che egli approfondì con dedizione per anni, Gellner ricava la ricetta ideale per mediare l’entusiasmo del tempo verso la modernità con la necessità di costruire un nuovo paesaggio aderente allo spirito del luogo. Quella di Gellner è una lezione di stile che rifiuta il “falso antico” per abbracciare un futuro aderente allo spirito del luogo. «L’esperienza ha insegnato – scriveva Gellner – che quel che soprattutto conta è un controllo sui volumi, sul tipo delle coperture e sull’orientamento dei colmi». In montagna i problemi di percezione ambientale si colorano in modo particolare: la vastità delle visuali e la frequenza delle viste dall’alto o dal basso rendono cruciali elementi come i tetti. Gellner osservava come l’effetto estetico di un paesaggio alpino fosse spesso dovuto a una formula elementare: un ritmo di triangoli dato dall’affaccio verso valle delle facciate a timpano. Le Olimpiadi del 1956 furono una vetrina internazionale davvero fondamentale per l’Italia e per Cortina, la quale divenne meta prediletta di sportivi, artisti, politici e imprenditori. Gellner stesso, originario di Abbazia, vi si trasferì fondando lo studio a Ca’ del Cembro, che divenne presto un cenacolo frequentato da artisti come Mario De Luigi e Carlo Scarpa, o da imprenditori illuminati come Giovanni Fantoni ed Enrico Mattei, con i quali avrebbe presto dato vita all’avventura di Corte di Cadore, il Villaggio Eni a Borca di Cadore. Prima di consacrarsi come architetto, Gellner era stato un raffinato interior designer di alberghi di lusso e, già nel primo dopoguerra, fu chiamato a ristrutturare i grandi luoghi dell’ospitalità ampezzana: dal Miramonti al Bellevue, dal Savoia al Cristallo. Fu amico del vulcanico Leo Menardi, per il quale realizzò quella Casa Menardi poi immortalata nel film La Pantera Rosa, e di Mario Rimoldi, collezionista d’arte che lo introdusse in un circolo artistico allora frequentato da Sironi, Campigli e Guttuso. L’influenza dell’arte contemporanea sulla sua opera è evidente: nel richiamo colto ai cementi di Burri, nell’uso del colore secondo le teorie di Le Corbusier, Bruno Taut e Richard Neutra, nelle forme organiche ispirate a Frank Lloyd Wright. Già nel 1951 Bruno Zevi scriveva che per resistere agli allettamenti di Cortina serviva essere persone colte: «E Gellner lo è in ogni sua opera, con una sincerità sperimentale lontana dalle mode del momento». Dagli arredi privati fino alla grande scala urbana, Gellner è stato l’autore dell’immagine stessa delle Olimpiadi del ‘56. Oggi quelle architetture, in gran parte recuperate e restaurate, costituiscono la legacy che Cortina offre ai nuovi Giochi di Milano-Cortina 2026. Per chi fu testimone di quell’epoca sarà un piacevole ritorno; per i giovani e il pubblico di oggi un’emozione da traghettare nel futuro.

Edoardo Gellner (Abbazia/Fiume, 1909-Cortina d’Ampezzo, 2004) nel corso della sua lunga carriera ha avuto modo di confrontarsi con i molteplici aspetti della disciplina architettonica. Affermato designer d’interni per i grandi hotel di Abbazia negli anni ‘30, studia architettura a Venezia e nel dopoguerra trova a Cortina l’ambiente e la committenza per sviluppare un’innovativa e coerente visione dell’architettura montana. Dopo aver realizzato a Borca di Cadore il suo capolavoro di paesaggio (Villaggio ENI-Corte di Cadore; 1954-1963), si dedica alla pianificazione territoriale e allo studio sistematico dell’edilizia tradizionale alpina, di cui diviene uno dei massimi cultori, trasformandola in un linguaggio contemporaneo e senza tempo.

Cortina d’Ampezzo

1_Condominio “Casa Sette”  [C7C]
Via del Castello (1950)

2_Casa Giavi [ CGiC]    
Via Stazione, 20-22 (1953-1955)

3_Palazzo delle Poste e Telecomunicazioni con Uffici Pubblici [ PTUP]
Largo Poste, 18 (1953-1955)
Nel progettare i palazzi contigui di Telve e Poste Gellner interpreta l’essenza dell’architettura spontanea ampezzana, riunendo sotto un unico tetto le molteplici funzioni richieste dal programma olimpico. Da un lato le attività sociali, con l’ufficio postale, la pretura, gli uffici e la sala cultura al piano attico; dall’altro il grande volume destinato a contenere le apparecchiature della teleselezione, la tecnologia che avrebbe reso possibili le comunicazioni internazionali del grande evento. Qui la tradizionale carpenteria lignea delle case locali viene tradotta in ardite strutture in cemento, dove stralli, puntoni e pannellature colorate definiscono quel linguaggio “gellneriano” che ritroveremo a Corte di Cadore. L’opera era parte del suo ambizioso piano per il Nuovo Centro di Cortina, un’utopia urbanistica che avrebbe dovuto accogliere anche un centro congressi e piscine pubbliche.

4_Palazzo Telve (Telefoni) [TELVE]
Largo Poste, 18 (1952-1954)

5_Condominio “Residence Palace” [ICS]
Via XXIX Maggio, 44 (1954-1956)
Progettato in vista del 1956, il Residence Palace incarna l’idea visionaria di Gellner per il Nuovo Centro di Cortina. Il concept è quello di una moderna tipologia turistica, con appartamenti di varie metrature dotati di servizi esclusivi da Grand Hotel, orchestrati attorno a una scenografica hall d’ingresso. Nonostante l’imponenza l’edificio gioca con i volumi e i punti di vista per dissimulare le dimensioni reali. Qui il cemento faccia a vista a bassorilievo e l’uso sapiente del colore diventano il manifesto stilistico che l’architetto svilupperà di lì a poco nel Villaggio di Corte di Cadore.

6_Condominio Ca’ del Cembro
Via Menardi, 6 (1951-1954)
Realizzato da Edoardo Gellner nel 1951 come propria casa/studio, l’edificio funge da prototipo per le sue opere successive (Cortina e Corte di Cadore). Qui vengono sperimentati elementi come tamponature colorate, serramenti specifici e l’alternanza tra sasso e cemento a vista. Il design si adatta al contesto: muratura e tetto a due falde verso la strada, ampie vetrate a sud e ballatoi in legno per gestire la pendenza. All’interno, gli appartamenti hanno piani sfalsati che culminano nell’alloggio dell’architetto, caratterizzato da un grande camino doppio.

Palazzo delle Poste e Telecomunicazioni
Palazzo Telve

7_Casa Menardi [CLMC]
Via Pralongo, 1 (1945-1946)

8_Motel Agip [AGIP ]
Via Roma, 118 (1954-1956)

9_Albergo per bambini “La Meridiana” [PLFC]
oggi Hotel Mirage
Loc. Peziè, 118 (1949-1952)

Residence Palace
Villaggio ENI

Fuori Cortina d’Ampezzo – Villaggio ENI a Borca di Cadore

Voluto da Enrico Mattei come luogo di vacanza e di incontro per le società del gruppo viene realizzato da Edoardo Gellner tra il 1956 e il 1963. Comprende una colonia per 600 bambini, 270 ville, due alberghi, un campeggio per 200 ragazzi e una chiesa realizzata da Gellner in collaborazione con Carlo Scarpa. La morte di Mattei interruppe la realizzazione del progetto che non fu mai terminato secondo il progetto iniziale che prevedeva un grande centro urbano con servizi, piscina, ristoranti e cinema. L’architettura degli edifici riprende gli elementi stilistici tipici di Gellner con largo impiego di cemento faccia a vista, ampie finestre e pannellature colorate a cui si aggiunge l’uso esteso dei tetti piani per la maggior parte degli edifici. Solo la chiesa e il padiglione centrale della Colonia sono caratterizzati da imponenti tetti a capanna. Ora il Villaggio è stato in parte privatizzato nella parte residenziale delle ville, mentre gli hotel Boite e Corte sono stati implementati con servizi quali una beauty farm e un nuovo centro per attività sportive.

Associazione Culturale Edoardo Gellner

L’Associazione Culturale Edoardo Gellner Architetto è nata nel 2015 con lo scopo di promuovere la conoscenza e lo studio dell’opera del Maestro. Attraverso partnership con università italiane e straniere, l’Associazione non si limita a lavorare sulla memoria, alimentando il dibattito contemporaneo sull’architettura di montagna rendendo l’esperienza di Gellner un punto di riferimento imprescindibile per i progettisti di domani.

Cosa vedere sulle Dolomiti

Cosa vedere sulle Dolomiti è un progetto di valorizzazione territoriale ideato dal designer Francesco Nardi che, attraverso l’illustrazione, reinterpreta i luoghi simbolo del paesaggio italiano. Nato dall’esperienza di Cosa Vedere (già focalizzata su Roma e Milano), il lavoro sulle Dolomiti propone una sintesi grafica tra memoria e contemporaneità. Le architetture e le vette dell’immaginario collettivo sono tradotte in illustrazioni dai colori vivaci che diventano poster e cartoline, oggetti capaci di trasferire il valore simbolico del territorio negli spazi quotidiani. Una lettura attuale di un patrimonio oggi protagonista della scena internazionale verso le Olimpiadi 2026.

Immagine in evidenza: Edoardo Gellner

share:

VENEZIA NEWS #311-312

VeNewsletter

Ogni settimana / Every week

il meglio della programmazione culturale di Venezia / the best of Venice's cultural life

VENEZIA NEWS #311-312

VeNewsletter

Ogni settimana

il meglio della programmazione culturale
di Venezia