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Tra il rito millenario dello Sposalizio del Mare e la Vogalonga, Venezia torna a celebrare il suo profondo legame con l’acqua. Due appuntamenti che ogni anno fanno riaffiorare memoria, identità remiera e senso di appartenenza lagunare.
Il 17 maggio Venezia celebra la Festa della Sensa, quest’anno dedicata al Friuli nel cinquantenario del terremoto del 1976, con il gemellaggio con il comune di Lusevera. Il 24 maggio è il turno della Vogalonga, che taglia il traguardo della cinquantesima edizione.
La Sensa è una delle ricorrenze più antiche e identitarie di Venezia, una celebrazione che richiama il rapporto imprescindibile tra la città e il mare. La festa coincide con il giorno dell’Ascensione e trae origine da due momenti chiave della storia della Serenissima. Il primo risale al 9 maggio dell’anno 1000, quando il doge Pietro II Orseolo guidò la spedizione in Dalmazia per proteggere le comunità locali dagli attacchi slavi: un atto che consolidò il ruolo della Repubblica come potenza marittima dell’Adriatico. Il secondo è del 1177, quando papa Alessandro III e Federico Barbarossa firmarono a Venezia la pace che pose fine alla lunga contesa tra Papato e Impero, consacrando il prestigio diplomatico della città. Su questo retroterra storico si è formato, nei secoli, il rito dello Sposalizio del Mare. Un gesto solenne che univa religione, politica e auspicio: il Doge si spingeva verso il Lido a bordo del Bucintoro, accompagnato dal corteo di barche e rematori, per benedire l’Adriatico e gettare in mare l’anello d’oro, simbolo del legame indissolubile tra la città e le sue acque. Oggi la Sensa continua a essere un appuntamento sentito e partecipato, grazie al lavoro del Comitato Festa della Sensa e delle associazioni remiere di Voga alla Veneta, che da oltre venticinque anni riportano in vita il corteo di imbarcazioni a seguito del Bucintoro, navigando da San Marco a San Nicolò per offrire uno degli spettacoli più riconoscibili della tradizione veneziana.
La Vogalonga, la grande maratona remiera di Venezia, taglia quest’anno il traguardo della cinquantesima edizione con un segnale inequivocabile: le iscrizioni si sono esaurite in meno di dieci giorni dall’apertura, record assoluto nella storia della manifestazione. Tutto cominciò nel 1974, quando un gruppo di appassionati di voga alla veneta decise di reagire al rombo dei motori che stava già allora soffocando la placida bellezza della laguna. L’anno dopo nacque la Vogalonga ufficiale. Mezzo secolo più tardi, il boom di iscrizioni dall’estero ha paradossalmente rischiato di lasciare fuori le remiere storiche e gli irriducibili Cavalieri del Remo che non hanno mai saltato un appuntamento. Immediati sono stati i provvedimenti per garantire la partecipazione ai residenti: la laguna il 24 maggio sarà di tutti, ma resterà in primis dei veneziani. Il tradizionale colpo di cannone dall’Isola di San Giorgio Maggiore segna la partenza ufficiale. In uno spettacolo indescrivibile, il Bacino di San Marco si popola di migliaia di gondole, caorline, kayak, dragon boat, canoe, imbarcazioni di ogni foggia e latitudine. Tutte scivolano insieme verso la laguna nord, tra il solo rumore dei remi che fendono acqua, le voci dei vogatori e le grida di chi li incita dalle rive. Trenta chilometri fino all’arrivo alla Dogana da Mar, per una ‘flotta’ che arriva da tutto il mondo mossa dallo stesso sentimento: l’amore per Venezia e per una manifestazione che non ha mai tradito le sue origini.