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Memorie plurali

La memoria della Biennale trova casa all’Arsenale
di Roberta De Rossi

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Negli ex Magazzini del Ferro all’Arsenale, restaurati e trasformati, nascerà nel 2027 il Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee, un archivio aperto e vivo, dove la memoria della Biennale alimenterà nuove opere, studi e visioni.

Un’istituzione culturale deve possedere uno spazio capace di incarnarne l’identità nell’immaginario e nella memoria collettiva. La Biennale doveva avere un luogo che la rappresentasse

Paolo Baratta

Oltre 200 metri di possenti capriate, carri ponte in ghisa, immense vetrate. Gli 8 mila metri quadrati che nella storia dell’Arsenale di Venezia ospitarono le Officine e i Magazzini del Ferro (edificio gemello e parallelo alle sinora ben più celebri Corderie) si animeranno presto di studiosi e artisti. Qui – dopo uno storico e al contempo altamente tecnologico restauro – La Biennale di Venezia ha, infatti, posto la nuova casa del suo Archivio Storico delle Arti Contemporanee. Nei prossimi mesi, diranno addio al Parco Scientifico Vega di Marghera verso la nuova sede di Castello i 4 mila manifesti che testimoniano ogni singola attività della Biennale sin dalla prima esposizione internazionale del 1895; documenti, scambi epistolari con gli artisti, curatori, governi; centinaia di migliaia tra fotografie, lastre, diapositive (dalle prime immagini color seppia alla perfezione nitida digitale dell’ultima generazione), video installazioni, riprese di ogni spettacolo di arte, architettura, danza e teatro; 4.000 partiture che hanno dato ‘voce’ alla Biennale Musica; 3.500 opere donate dagli artisti dell’Esposizione d’Arte, con le infinite rassegne stampa che raccontano La Biennale edizione per edizione; progetti a migliaia che raccolgono la visione della convivenza degli uomini e delle donne con la realtà urbana e l’ambiente della Biennale di Architettura.

Se a giugno il restauro è stato presentato, sarà nel 2027 – a trasloco avvenuto – che questi spazi prenderanno vita. E, nell’obiettivo della Biennale, da arte creeranno arte. Tanto che ora l’ASAC ha anche un nuovo nome, che ne è anche manifesto programmatico: Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee, Arsenale di Venezia. «Il Centro sarà aperto a tutti 365 giorni all’anno e con la Biblioteca si fa luogo di osmosi tra la memoria e il futuro», racconta la direttrice Debora Rossi «Qui è raccolta la memoria della Biennale in tutte le sue declinazioni, che si alimenta di anno in anno. E dallo studio di questo giacimento culturale nascerà nuova materia creativa, viva: nuovi spettacoli, nuove opere, nuove idee. Saranno spazi aperti a tutto il pubblico per la consultazione cartacea e multimediale dei fondi dell’Archivio. Ci sarà anche un ristorante».

Nuova sede – Ph. Andrea Avezzù – Courtesy La Biennale di Venezia

Il colpo d’occhio, all’affaccio sul nuovo spazio, è di stupore: il salone del Magazzino del Ferro ospiterà nei suoi soppalchi tecnologici tavoli di studio e nel vasto parterre convegni, letture pubbliche, creazioni artistiche alimentate da 200 studenti già in residenza. L’edificio dei Congegnatori e Aggiustatori, lungo 90 metri, vede già installati piani di scaffali dei box climatici “rosso Biennale” dedicati alla conservazione. Il recupero è costato 38 milioni di euro, parte del fondo da 169 milioni che il Ministero della Cultura ha destinato alla Biennale per il recupero degli spazi dell’Arsenale, che il Comune di Venezia le ha dato in concessione. Il progetto di restauro è stato firmato dallo studio TA Torsello Architettura, il “nuovo volto” dallo studio dell’architetto Ottavio di Blasi & Partners, la struttura dallo Studio Milan Ingegneria, mentre i lavori sono stati eseguiti dall’impresa Setten Genesio.

Paolo Baratta, Pietrangelo Buttafuoco, Roberto Cicutto
Paolo Baratta, Pietrangelo Buttafuoco, Roberto Cicutto – Ph. Andrea Avezzù – Courtesy La Biennale di Venezia

«Corre parallelo alla Biennale di Venezia il suo Archivio, e lo fa da 131 anni», ha dichiarato il Presidente Pietrangelo Buttafuoco, ringraziando i suoi predecessori Paolo Baratta e Roberto Cicutto, «la lungimiranza dei fondatori ha difatti garantito sin da subito all’Istituzione una sua memoria: oggi è l’Archivio delle Arti Contemporanee più vasto al mondo e adesso è anche centro di produzione. Qui saranno custoditi e conservati i documenti cartacei e multimediali che costruiscono giorno dopo giorno la storia della Biennale. Qui gli studenti, gli studiosi ma anche i giovani protagonisti dei College, selezionati dai direttori artistici dei settori, avranno un punto di riferimento per la loro ricerca scientifica. Venezia è città luogo dove le libertà mentali, spirito critico, dialettica e disobbedienza accompagnano la creatività viva e sempre plurale».

Immagine in evidenza: Body as Archive – Photo Jacopo Salvi – Courtesy La Biennale di Venezia

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