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A Venezia Dries Van Noten si presenta con una campagna di manifesti e un progetto ambizioso: la Fondazione a Palazzo Pisani Moretta. Un’iniziativa che unisce arte, moda e artigianato, intrecciando tradizione e visione contemporanea.
L’acqua per me è libertà, ma soprattutto è cambiamento costante, rinnovamento continuo
Qual è il mezzo migliore per comunicare a Venezia? Dries Van Noten, neo cittadino illustre, non ha dubbi: sono i muri di questa magnifica città. Sebbene la sua presenza non sia ancora ufficialmente pubblica, ha scelto una campagna molto incisiva attraverso manifesti colorati che restituiscono frasi illustri sulla bellezza e il cambiamento per mostrare di essere “entrato” della scena culturale di Venezia. Il leggendario designer belga, esponente dei Sei di Anversa – designer belgi che si sono diplomati all’Accademia Reale di Belle Arti di Anversa nel 1981 e hanno poi conquistato il mondo della moda, un gruppo di amici di lunga data che comprende Van Noten, Ann Demeulemeester, Dirk Van Saene, Walter Van Beirendonck, Dirk Bikkembergs e Marina Yee, mentre Martin Margiela è spesso considerato il settimo membro –, dopo la decisione di staccarsi dal lavoro quotidiano di direttore creativo della maison che porta il suo nome, ha scelto Venezia come sua nuova frontiera di lavoro, passione e vita. Il tratto distintivo del suo carattere è sempre stato la curiosità insaziabile che non si appropria ma si nutre delle suggestioni di mondi altri fino a creare qualcosa di originale, degno erede della cosmopolita tradizione mercantile fiamminga. Carattere e personalità inalterata, classico stile – maglione blu (blu Van Noten naturalmente), pantaloni kaki e scarpe di cuoio –, perseguendo la sua filosofia per cui i suoi abiti vengono progettati per rendere la persona che li indossa la più interessante nella stanza, intelligenti nel taglio e artistici nei colori, nei motivi e nelle texture, lo stilista si è fatto notare subito a Venezia, naturalmente con eleganza ed equilibrio. Non è stato un ingresso nei salotti della socialità veneziana, bensì l’idea di un nuovo, interessante progetto ad attirare l’attenzione su di lui. Ha scelto non solo di restaurare un edificio straordinario, Palazzo Pisani Moretta, ma di farne un motore di innovazione, formazione e dialogo tra discipline diverse. È nata così la Fondazione Dries Van Noten che vuole celebrare il saper fare come linguaggio fondamentale dell’identità culturale. Qui le idee prendono forma attraverso i materiali, i gesti e il lento scorrere del tempo, quando mente e mani si incontrano nell’atto creativo. La Fondazione si colloca così in uno spazio di transizione, che porta avanti le tradizioni pur reinventandole continuamente. L’apertura è prevista per aprile 2026, arricchendo la città di voci consolidate e talenti emergenti in campi come arte, design, moda, architettura, gastronomia e oltre. Favorendo il dialogo tra discipline, la Fondazione mira a generare nuove prospettive, connettere il passato al presente e mettere in relazione i talenti locali con la creatività internazionale. Affacciato sul Canal Grande, Palazzo Pisani Moretta è un capolavoro dell’architettura veneziana. Costruito alla fine del XV secolo nello stile gotico veneziano fiorito, passò alla famiglia Pisani Moretta all’inizio del XVII secolo. Tra il 1735 e il 1750, Chiara Pisani ne ridecorò completamente gli interni in stile Rococò. Restaurato nuovamente alla fine del XX secolo, il Palazzo conserva arredi e opere d’arte originali, tra cui lavori di Giambattista Tiepolo, Jacopo Guarana, Gaspare Diziani e Giuseppe Angeli. Tra queste mura storiche, la Fondazione Dries Van Noten rinnova memoria ed eredità, aprendosi alla città e accogliendo il pubblico all’interno dei suoi spazi alla scoperta di una selezione attentamente curata di programmi e attività. Il manifesto di una nuova visione culturale che intreccia la tradizione veneziana con la creatività contemporanea. La scelta di fondere elementi apparentemente contrastanti in un’unica visione armoniosa celebra la bellezza non convenzionale e l’individualità, rivelando che il lusso può risiedere nell’originalità, nell’artigianalità, lontano dal clamore della pubblicità. Ma dimostra ancora una volta la geniale prospettiva e la sincera passione di Dries Van Noten. Non è un caso, e dobbiamo farne tesoro noi veneziani, che proprio a Venezia, città simbolo di scambi, contaminazioni e bellezza senza tempo, Van Noten abbia deciso di investire energie e risorse. Benvenuto in città!