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Restauro Casino Venier, intervista a Gilles Debonnet e Gea Storace
di Mariachiara Marzari

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Con il completamento del restauro del Salone centrale si avvia alla conclusione l’impegnativo progetto di restauro di Casino Venier, raffinata espressione dell’architettura settecentesca veneziana, dal 1987 sede dell’Alliance Française di Venezia.

Fortemente voluti e sostenuti dal Presidente dell’AFVenezia, Gilles Debonnet, i lavori sono stati affidati all’architetta Gea Storace e ai suoi collaboratori, i quali sono riusciti a riportare all’originario splendore lo spazio, la cui disposizione delle stanze replica, in miniatura, lo schema dei palazzi veneziani, con un grande Salone centrale e camere di ridotte dimensioni ai due lati dello stesso. I “casini” (piccole case appunto), o “ridotti”, erano, al tempo della Repubblica di Venezia, i luoghi prediletti dai nobili: veri e propri salotti letterari in cui si tenevano concerti, letture di poesie e feste da ballo, ma anche gioco d’azzardo e incontri di piacere. Alla fine del Settecento se ne contavano più di un centinaio; oggi ne sopravvivono una quindicina, tre soli dei quali – Casino Venier, Ridotto del Monaco e Palazzetto Bru Zane – aperti al pubblico.

Pur essendo fra gli ultimi realizzati, il Casino Venier è sicuramente uno tra i più affascinanti. Di proprietà del procuratore Federico Venier, veniva solitamente utilizzato dalla moglie Elena Priuli, nobildonna colta e raffinata, che qui organizzava ricevimenti privati e incontri con ospiti da tutta Europa. La decorazione interna risale agli anni 1750-1760, con specchi, stucchi e affreschi originali dedicati alle Virtù che nel tempo si sono offuscati, mostrando evidenti cadute e ridipinture tali da rendere necessario un importante intervento di pulitura e restauro. Grazie a Paola Marini, Presidente dei Comitati Privati per Venezia, e al generoso intervento di Roberto Coin, mecenate che ha finanziato il restauro, si è potuto ridare nuova bellezza e vigore a un bene unico, che ora torna ad essere accessibile e fruibile. Abbiamo incontrato Gilles Debonnet e Gea Storace per farci raccontare questo nuovo splendido capitolo della vita del Casino Venier.

Intervista a Gilles Debonnet, Presidente Alliance Française

Cosa significa per Alliance Française utilizzare un gioiello di tale importanza quale sede di rappresentanza a Venezia? Come ha avuto il via quasi trent’anni fa questa liaison?
Già nel 1946 era attiva a Venezia l’Associazione Culturale Francese fondata da un importante protagonista della vita culturale dall’epoca, Lucienne Couvreux Rouché. La sua prima sede era alle Zattere, precisamente a Palazzo Clary, allora Consolato Generale di Francia. Nel 1986 Franca Trentin Baratto, una grande veneziana appassionata di cultura francese, crea l’ACIF – Associazione Culturale Italo Francese, che sostituisce l’ACF, con sede in quell’autentico gioiello dell’architettura del Settecento che è Casino Venier, di proprietà del Comune di Venezia che lo concede alla condizione di sviluppare un’attività culturale e di farsi carico della sua manutenzione. Il Casino Venier, arricchito dai preziosi affreschi di Guarana, è uno dei soli tre casini sopravvissuti in città degli oltre duecento attivi nel diciottesimo secolo.

Come negli anni avete operato per la salvaguardia di questo bene e al contempo per renderlo fruibile al pubblico?
La passione di Alliance Française di Venezia (che è subentrata all’ACIF nel 2007) per la nostra città, e in particolare per questo luogo storico unico, ha portato alla stipula di un accordo con il Comune nel 2022 in base al quale l’Alliance Française si fa carico del restauro di Casino Venier. Il risultato si è concretizzato in una campagna di restauro che ha interessato progressivamente vari ambienti del palazzo: il Comité Français per la salvaguardia di Venezia ha finanziato il restauro della Sala da pranzo di Bacco nel 2023, Jean Francois Canton quello del Salone delle Arti con gli affreschi attribuiti a Jacopo Guarana nel 2024, mentre il Salone di Conversazione sarà restaurato la prossima estate con il supporto della Fondazione di Venezia e di due mecenati, Antoine Merlaut e Guillaume Roehrig. Per quanto riguarda il recupero del Salone centrale, alla richiesta di Roberto e Pilar Coin di individuare uno spazio, un edificio di rilevante importanza a Venezia su cui intervenire con un importante intervento di restauro sostenendone i costi, fu Barbara Berlinghieri a indicare loro questo magnifico salone. Purtroppo, poco dopo, la Berlingeri si è ammalata e il progetto ha così subito una battuta d’arresto. A questo punto si è rivelato prezioso l’intervento di Bianca Arrivabene che ha messo in contatto Roberto e Pilar Coin con Paola Marini, Presidente dei Comitati Privati per la Salvaguardia di Venezia, quest’ultima ha suggerito l’intervento sul Casino Venier. Una vicenda, come abbiamo visto, a lieto fine che non possiamo non dedicare alla memoria di Barbara Berlingeri.

L’attività dell’Alliance Française a Venezia da anni promuove lo scambio culturale tra Francia e Italia attraverso attività didattiche ed eventi culturali aperti alla cittadinanza e ai visitatori, nonché ai residenti, stranieri. Quali programmi connotano la vostra attività e quali nuove iniziative metterete in campo per permettere al pubblico di ammirare la ritrovata bellezza del Casino Venier?
In primo luogo ci dedichiamo ad un’intensa attività di corsi per tutti i livelli di conoscenza della lingua francese e per tutte le età, proprio qui al Casino Venier – pochi al mondo hanno il privilegio di imparare il francese sotto gli affreschi di Guarana – ed anche a Mestre al Centro Candiani. Sviluppiamo percorsi pedagogici per gli allievi delle scuole italiane ed eventi culturali di vario genere. Le limitate dimensioni del Casino ci inducono necessariamente ad organizzare molte nostre iniziative in diversi altri luoghi, collaborando a tal fine con importanti istituzioni della città, vedi Palazzo Grassi, che mette a disposizione il suo Teatrino per incontri e conferenze, o il Circuito Cinema del Comune di Venezia, che ci concede l’utilizzo della Casa del Cinema a San Stae e del Candiani a Mestre, dove programmiamo i cicli dedicati alla cinematografia francese. Il Casino Venier in quanto tale non è un museo, ma un luogo vivo dedicato alla cultura. L’Alliance Française lo considera un patrimonio dei veneziani che sono sempre i benvenuti, ogni qualvolta desiderino visitarlo.

Intervista a Gea Storace, restauratrice

In quali condizioni versava il Casino Venier prima dell’intervento di restauro, in particolare il suo Salone centrale?
Lo stato di conservazione dell’apparato decorativo del Salone centrale del Casino Venier, costituito da figurazioni in stucco bianco ed elementi policromi in stucco su fondo a marmorino, era caratterizzato da un diffuso inscurimento dovuto alla presenza di depositi di polvere atmosferica, strati di ridipinture e ritocchi aggiunti sulle superfici in interventi eseguiti in passato. Gravi alterazioni sotto forma di fessurazioni e distacchi erano presenti soprattutto nei bassorilievi dei sovrapporta. Analoga la situazione nelle altre due sale restaurate nel 2023, dove sono state affrontate anche le problematiche relative al restauro degli affreschi del Guarana. Tra questi, il Trionfo di Bacco era particolarmente degradato.

Che tipo di intervento avete programmato?
Il restauro costituisce un momento privilegiato per lo studio delle opere. Il lavoro è quindi iniziato con una ricerca della documentazione degli interventi eseguiti in passato, non sempre facilmente reperibili se si escludono i più recenti. Indagini chimico-fisiche hanno analizzato la natura dei materiali originali e di quelli aggiunti nel tempo. Le fasi operative che caratterizzano un intervento di restauro conservativo si possono schematizzare in due momenti principali: il primo finalizzato alla conservazione della materia che costituisce l’opera, quindi consolidamenti di profondità (intonaci) e in superficie (strati di finitura e dorature); il secondo, finalizzato alla miglior resa estetica dell’opera, consiste invece nell’eliminazione o attenuazione di ogni elemento di disturbo visivo attraverso interventi di pulitura per la rimozione di depositi e di strati deturpanti aggiunti sull’originale, a cui segue la fase finale di ritocco localizzato in corrispondenza di squilibri cromatici, macchie, mancanze. L’obiettivo è raggiungere un bilanciamento d’insieme senza però cancellare del tutto i segni lasciati dalla storia. Altri interventi significativi nelle sale del Casino Venier hanno riguardato il consolidamento e l’integrazione di parti estese del pavimento di marmi policromi. La documentazione fotografica e grafica delle varie fasi dell’intervento ha completato le operazioni del restauro conservativo.

Quali le rilevanze emerse nell’intervento di restauro?
Lo studio della tecnica di esecuzione degli stucchi ha messo in evidenza che le dorature di alcuni elementi vegetali sono state aggiunte in una fase successiva rispetto a quella settecentesca della realizzazione del Casino Venier. Spunti interessanti potranno contribuire a definire l’attribuzione di questa importante opera a uno dei maestri stuccatori ticinesi attivi a Venezia nella seconda metà del Settecento, impegnati nella decorazione dei palazzi delle grandi famiglie veneziane.

Immagine in evidenza: © Alliance Française

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