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Un gesto concreto che mette in pratica l’idea di Venezia come luogo a cui restituire senso, funzione e qualità, confermando lo Iuav come interlocutore di riferimento civico e architettonico.
Cento anni dopo la sua nascita, lo Iuav sceglie di celebrare il proprio anniversario non con un gesto simbolico ma con un luogo, restituendolo alla città. A Venezia, nel cuore di Dorsoduro, l’ex Convento delle Terese torna al centro della vita dell’Ateneo e dello spazio urbano grazie a un intervento di restauro che diventa uno dei segni più concreti del Centenario Iuav 1926-2026. La sua inaugurazione, il 9 aprile, non celebra solo un nuovo importante restauro, ma lancia un segnale, dichiara in modo concreto cosa significhi oggi ‘fare università’ in una città fragile e straordinaria come Venezia. Significa prendersi cura della storia senza trasformarla in scenografia, riattivare il patrimonio senza congelarlo, restituire ai luoghi una funzione viva, pubblica, contemporanea. Il recupero delle Terese racconta bene la natura stessa dello Iuav, nato nel 1926 e divenuto nel tempo un punto di riferimento per le discipline del progetto. Architettura, città, design, arti: il centenario non viene celebrato con una semplice operazione commemorativa, ma attraverso un intervento concreto su uno spazio che incarna la relazione fra sapere, patrimonio e trasformazione. È qui che l’Università riafferma la propria idea di Venezia non come museo immobile, ma come laboratorio continuo, dove la conservazione non significa cristallizzare, bensì restituire funzione, qualità e senso ai luoghi.
A sottolineare il valore dell’iniziativa, la presenza all’inaugurazione di un parterre istituzionale di primo piano: Benno Albrecht, rettore dell’Università Iuav di Venezia; Valeria Mantovan, Assessore della Regione del Veneto all’Istruzione, Formazione, Competenze e Politiche culturali; Elena Donazzan, Deputata al Parlamento Europeo; Luigi Brugnaro, Sindaco della Città di Venezia, e Renato Brunetta, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), Presidente di Venice Sustainability Foundation e già docente Iuav. Una presenza corale che conferma il rilievo non solo accademico, ma anche civico e politico di un intervento destinato a lasciare un segno nel rapporto fra l’università e la città. Il convento di Santa Teresa sorse nella seconda metà del XVII secolo. Il complesso edilizio, di ampie dimensioni, su progetto dell’architetto Andrea Cominelli, si sviluppa intorno a un grande chiostro caratterizzato da portici e logge ad arcate. Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila l’ex convento è stato oggetto di un intervento di restauro e adeguamento architettonico promosso dallo Iuav, finalizzato a ospitare attività di didattica e ricerca, nel rispetto delle caratteristiche formali, distributive e strutturali tipiche di un convento seicentesco. Il nuovo restauro ne rilancia il valore simbolico e operativo proprio nell’anno del centenario, trasformandolo in uno dei segni più visibili di questa ricorrenza.

Per questo il recupero delle Terese vale più di un intervento architettonico anche se significativo – introduzione di sistemi impiantistici avanzati in grado di migliorare significativamente le prestazioni energetiche -, è una dichiarazione di intenti. Nel momento in cui spegne cento candeline, lo Iuav sceglie di raccontarsi non con la nostalgia, ma con un’opera che tiene insieme identità e visione. In una Venezia sospesa da sempre tra tutela e trasformazione, le Terese tornano così a essere quello che ogni vero spazio universitario dovrebbe essere: un luogo pubblico, aperto, attraversato da idee, studio e futuro. Il restauro dell’ex Convento delle Terese si configura così come un modello avanzato e replicabile di riqualificazione sostenibile del patrimonio storico, in cui conservazione, innovazione tecnologica e responsabilità ambientale convivono in equilibrio, rafforzando il ruolo dello Iuav come riferimento nel campo della progettazione e gestione sostenibile degli edifici complessi.